Tutela dei minori, istituzioni a confronto a Catania

Tutela dei minori, istituzioni a confronto a Catania

Si è svolto ieri, al Palazzo della cultura di Catania, il convegno dal titolo “Minori in sicurezza, conflitti familiari, allontanamento e scomparsa” organizzato dall’Associazione Penelope Sicilia in collaborazione con il SIULP, Sindacato italiano unitario lavoratori di polizia, e con il patrocinio del Comune di Catania, dell’Ordine degli Avvocati di Catania e dell’IPA, Associazione internazionale di polizia. Scopo del convegno, il quale ha avuto grande interesse nonché alta affluenza di partecipanti, era quello di informare sul tragico fenomeno della scomparsa dei minori, spesso vittime di conflitti familiari.

I protagonisti sono state le Istituzioni che, messe a confronto, hanno dibattuto sulle dinamiche della società moderna, sulla legislazione attuale e sulle misure da poter adottare unitariamente. La società di oggi ha infatti il fondamentale ruolo di porsi come garante dei diritti dei minori, i quali forse a causa di un lento riconoscimento dei loro diritti, nonché di una legislazione frammentaria, sono sempre più spesso oggetto di soprusi e di violenze assistite.

Proprio sul tema della violenza assistita si è soffermata la dott.ssa Marisa Scavo, procuratore aggiunto della Repubblica, e relatore del convegno, la quale ha evidenziato come la mancanza per molto tempo di leggi a protezione dei minori abbia leso la tutela degli stessi. Infatti solo nel 1883, nel Regno Unito, per la prima volta si diede vita ad una legge che vietasse lo sfruttamento minorile nelle fabbriche inglesi per i minori di 9 anni. Addirittura nello stesso periodo storico negli Stati Uniti, si dovette ricorrere, stante l’assoluta inesistenza di associazionismo in favore dei fanciulli, ad una associazione dei diritti degli animali per tutelare la piccola Mary Helen Wilson, abusata dai genitori adottivi. “Il minore non può e non deve essere oggetto di diritti, ma soggetto degli stessi”. Frutto di tale pensiero è difatti l’approvazione della recente normativa, legge n.119/2013 che ha introdotto l’aggravante generica per tutti i tipi di reato che vengono posti in essere alla presenza, o ai danni, di un minorenne.

In armonia con quanto esposto dalla dott.ssa Scavo, è stato l’intervento del relatore, dott.ssa Pricoco, presidente del Tribunale per i minori di Catania, la quale ha posto l’attenzione, tra le altre, sulla importanza degli interventi tempestivi quando emerge un caso di scomparsa. L’art. 403 c.c. infatti statuisce che quando il minore si trova in una condizione di grave pericolo per la propria integrità fisica e psichica la pubblica autorità, a mezzo degli organi di protezione dell’infanzia, lo colloca in luogo sicuro sino a quando si possa provvedere in modo definitivo alla sua protezione. Dunque è il legislatore che richiede innanzitutto la collaborazione di organi amministrativi e giudiziari, e in secondo luogo la collaborazione esterna di associazioni a ciò costituite.

È intervenuto alla tavola rotonda anche l’avv. Antonio Maria La Scala, presidente di Penelope Italia, il quale ha spiegato il delicato, ma importante ruolo dell’associazionismo di volontariato a favore degli amici e delle persone scomparse. Informare tramite la prevenzione è lo scopo dell’associazione, che non può sostituirsi alle autorità ma può e deve aiutarle, tramite la divulgazione delle notizie. Penelope ha infatti lo scopo di far conoscere alla gente cosa si può e si deve fare in momenti di così alto dolore, in che modo le istituzioni devono intervenire, e spesso facendosi promotrice di campagna legislative. Frutto infatti del lavoro di Penelope Italia è l’approvazione della legge n. 203/2012 che introduce la possibilità per chiunque venga a conoscenza dell’allontanamento di una persona dalla propria abitazione o dal luogo di temporanea dimora di denunciare il fatto alle forze di polizia o alla polizia locale.

Il questore di Caserta, dott. Francesco Messina, di origine catanese, è intervenuto ponendo l’attenzione sui dati del territorio, e delle numerose questioni attinenti il delicato ruolo delle istituzioni che devono lavorare in cooperazione tra di loro. Ad oggi infatti il numero degli scomparsi è ancora allarmante: 1.920 sono i bambini scomparsi in Italia e mai più trovati. Occorre pertanto, secondo il relatore dott. Angelo Villari, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Catania, coinvolgere il sistema sanitario affinchè vigili sui conflitti familiari e intervenire tempestivamente, nonchè aiutare le Prefetture nei piani di prevenzione.

A chiudere il convegno il relatore dott. Felice Romano, segretario generale nazionale del SIULP il quale ha evidenziato la necessità di tutelare le donne e i bambini e di tutelare la famiglia, quale luogo di protezione per i minori. Non è accettabile che in una società moderna il 18% dei 400 mila minori vittima di violenze, assista ai soprusi perpetrati da un genitore ai danni dell’altro.

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Numerosi, per gli ospiti, i momenti toccanti, tra i quali la lettera di Dorothy Law Nolte dal titolo “I bambini sono ciò che vivono”, il video di una lettera scritta e raccontata da un bambino catanese, vittima in prima persona di un conflitto familiare, e il video a chiusura del convegno, del flash mob organizzato dall’Associazione Penelope Sicilia lo scorso 25 maggio in Piazza Università a Catania, in occasione della giornata internazionale dei bambini scomparsi.

Avv. Elena Cassella del Foro di Catania

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