Rottamazione delle cartelle: dal 31 luglio la prima riscossione

Rottamazione delle cartelle: dal 31 luglio la prima riscossione

Proprio in questi giorni molti contribuenti che hanno presentato domanda di adesione alla rottamazione delle cartelle esattoriali sono in attesa di ricevere la comunicazione della risposta dell’Agente della riscossione. Comunicazioni che stanno arrivando attraverso la posta ordinaria con raccomandata o attraverso la posta elettronica certificata per chi ha indicato, al momento della richiesta, l’indirizzo di Pec sul modulo di adesione. La stessa Equitalia ha detto che chi ha il c.d. “pin” per accedere all’area riservata, può entrare nel sito della società di riscossione e scaricare la comunicazione o in alternativa rivolgersi allo sportello. Un servizio voluto dai vertici della società di riscossione per velocizzare le procedure burocratiche e andare incontro a quei cittadini che, per diversi motivi (vacanze, notifica postale non andata a buon fine, smarrimento della risposta inviata eccetera) non entreranno in possesso della comunicazione originaria. In questo modo sarà loro possibile utilizzare la copia, coi relativi bollettini e codici Rav, e procedere a pagare nei termini previsti dalla legge.

Quindi in questi giorni i contribuenti dovrebbero trovare nella posta la lettera di «Comunicazione somme dovute» che contiene le informazioni sull’accoglimento o l’eventuale rigetto della adesione, così come su possibili debiti che per legge non possono rientrare nella definizione agevolata, e quindi sugli importi da pagare e sulla data entro cui effettuare il pagamento.

DECIFIRAMO LE CINQUE POSSIBILI SIGLE CHE POTRETE TROVARE NELLE RISPOSTE PREDISPOSTE DALL’AGENTE DI RISCOSSIONE

• La prima (AT – Accoglimento totale della richiesta) siffatta comunicazione riguarda coloro che hanno un importo da pagare per i debiti rottamabili e non hanno invece nulla da pagare per eventuali debiti non rottamabili.

• La seconda tipologia (AP – Accoglimento parziale) riguarda quei contribuenti che hanno importi da pagare per debiti rottamabili, ma hanno anche debiti non rottamabili.

• Il terzo caso-tipo (identificabile con le lettere AD) nulla da pagare riguarda platea molto ridotta di contribuenti e sono coloro che non devono pagare nulla né per i debiti rottamabili, né per eventuali debiti non rottamabili.

• Un quarto tipo (identificabile con le lettere AX) per quei contribuenti che hanno debiti rottamabili e non devono pagare nulla, mentre hanno un debito residuo da pagare per debiti non rottamabili.

• La quinta e ultima tipologia (identificabile con RI) riguarda le adesioni alla definizione agevolata che vengono rigettate in quanto i debiti indicati nella dichiarazione di adesione non sono rottamabili e quindi l’importo deve essere pagato senza agevolazioni.

Le lettere contengono anche un prospetto con l’elenco delle cartelle/avvisi e l’indicazione dettagliata del totale del debito residuo (sia definibile, sia escluso dalla definizione); del debito residuo oggetto di definizione; dell’importo da pagare per la definizione agevolata del debito; del debito residuo escluso dalla definizione: in questo caso (debiti non rottamabili), è riportato nella comunicazione un ulteriore prospetto con l’elenco dei carichi non definibili con l’evidenza delle specifiche motivazioni di esclusione.

Ma quando dovrà essere effettuato il pagamento? il versamento dovrà essere effettuato entro il 31 luglio 2017 sia per chi sceglie il pagamento in un’unica soluzione sia per chi ha optato per le cinque rate (luglio, settembre, novembre aprile e settembre 2018). E il pagamento della prima rata rappresenta l’adesione definitiva alla rottamazione. Chi salta la scadenza è fuori e perderà i benefici della rottamazione. Ma occorre distinguere: In caso di pagamento della prima rata e mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate successive alla prima, non si può più tornare indietro cioè non solo non si perfeziona la rottamazione, ma non sarà più possibile proseguire eventuali precedenti piani di rateizzazioni, in quanto già revocati al momento del pagamento della prima rata. La legge prevede, invece, che in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima/unica rata della definizione agevolata, la definizione agevolata non sarà perfezionata ma non verranno revocati eventuali piani di rateizzazione precedenti, e se non si fruiva di piani rateali è possibile ottenere nuovi provvedimenti di rateizzazione che possono arrivare fino a 120 rate.

Insomma, il 31 luglio è il primo vero test per verificare quanti saranno a pagare. L’eventualità che molti contribuenti non siano in grado di onorare, malgrado lo sconto, non è affatto esclusa. Resta sempre la nuova possibilità di sanare debiti fiscali concessa dalla manovra bis (dl 25/2017) del Governo, che riguarda però liti pendenti con il fisco, iniziate entro il 31 dicembre 2017. La scadenza per l’adesione è prevista per il 30 settembre 2018.

Avv. Claudia Cassella del foro di Catania

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