Coniuge inadempiente? Ti aiuta lo Stato

Coniuge inadempiente? Ti aiuta lo Stato

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del 15 dicembre 2016 da parte del Ministero della Giustizia diventa operativo il Fondo di Solidarietà a tutela del coniuge in stato di bisogno, previsto dalla Legge di stabilità n. 208/2015. Il fondo ha una dotazione di 250.000 euro per l’anno 2016 e di 500.000 euro per l’anno 2017.

Si tratta di una misura di tutela dell’ex partner che non disponga di adeguati mezzi economici di sostentamento e che contempla un contributo statale a compensazione del mancato pagamento dell’assegno di mantenimento a carico del coniuge obbligato in sede di separazione. Il decreto attuativo evidenzia che beneficiario dell’accesso al fondo è, appunto, “il coniuge separato in stato di bisogno incapace di provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, oltre che dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, qualora non abbia ricevuto l’assegno determinato ai sensi dell’articolo 156 del Codice civile per inadempienza del coniuge che vi era tenuto“.

La domanda andrà depositata nella cancelleria del tribunale del luogo ove l’interessato ha la residenza e potrà, comunque, contenere la richiesta di anticipazione di una somma non superiore all’importo dell’assegno medesimo. In seno all’istanza che il testo non esclude possa essere presentata con il patrocinio di un avvocato, andrà indicato il valore dell’indicatore ISEE inferiore o uguale a 3mila euro, la dichiarazione che il coniuge inadempiente percepisce o meno redditi da lavoro dipendente, l’indicazione del datore dei lavoro che si fosse reso inadempiente, eventualmente, all’obbligo di versamento diretto a favore del richiedente (ex art. 156, 6° comma, c.c.). Infine, l’attestazione di versare in condizione di occupazione o di disoccupazione (ex art. 19 d.lgs. n. 150/2015) e, in tale ultimo caso, di non aver rifiutato offerte di lavoro negli ultimi due anni.

I tempi dovrebbero essere brevi: la domanda viene valutata nei 30 giorni successivi alla presentazione, con due diverse risoluzioni: – in caso di giudizio negativo, il Presidente del Tribunale la rigetta con decreto non impugnabile; -viceversa, in presenza di un esito positivo, viene trasmessa – anche assumendo ove occorra informazioni ulteriori – al Ministero della Giustizia ai fini del pagamento. La suddetta procedura è esente dal pagamento del contributo unificato.

Il decreto stabilisce, infine, la possibilità di revoca dell’istanza dell’ex coniuge in stato di bisogno, qualora venga accertata l’insussistenza dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti o nel caso in cui la documentazione presentata “contenga elementi non veritieri o sia incompleta rispetto a quella richiesta”, provvedendosi in ogni caso al recupero delle somme indebitamente erogate. È, pertanto, evidente l’importanza e la rilevanza di una tale misura volta a tutelare quello che potremmo definire il contraente debole del rapporto di coniugio che, all’atto della separazione, non sia titolare di adeguati redditi propri e non riceva quanto dovutogli dal partner economicamente più forte in ottemperanza a quanto stabilito dal giudice della separazione, evitandosi in tal modo una ingiustificata sperequazione dei mezzi di sostentamento e di mantenimento.

Avvocato Elena Cassella del Foro di Catania

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