Zambuto si tira indietro dalla presidenza regionale PD

Zambuto si tira indietro dalla presidenza regionale PD

PALERMO –Faccio un passo indietro“. 

Poche le parole che accompagnano le dimissioni, caldamente raccomandate dall’area d’appartenenza, da parte del presidente siciliano del Pd, Marco Zambuto.

La decisione è stata presa dopo la bufera creatasi con la rivelazione di un incontro di Zambuto con Gallo Afflitto e Berlusconi a Palazzo Grazioli, per scegliere secondo indiscrezioni, la candidatura di Silvio Alessi alle primarie del centro sinistra ad Agrigento.

Un incontro super segreto che, però, grazie alle rivelazioni dello stesso Gallo, è stato reso pubblico ed ha gettato ulteriore “sporco” sulla politica siciliana. Un meeting che ha ben poco a che vedere con la creazione di una coalizione civica, ma che, tra l’indignazione generale, sarebbe stato utile solo a pianificare l’elezione di Alessi.

Zambuto, scoperto con le “mani nella marmellata” ha allora dovuto ammettere il fatto, giustificandolo come un incontro in cui Gallo Afflitto avrebbe chiesto aiuto all’ex presidente PD: “Sono andato a Palazzo Grazioli per una questione umana: Gallo Afflitto era in difficoltà perché alcuni media avevano rilanciato le dichiarazioni di un pentito secondo il quale il deputato nel 1988 avrebbe concorso a un omicidio di mafia. Mi ha chiesto lui, insomma, di testimoniare davanti a Berlusconi sulla sua onestà. E lo ha chiesto a me proprio perché, da avversario, potevo risultare credibile“.

Purtroppo per Zambuto il gesto “caritatevole” non ha convinto tutta l’ala del PD siciliano e nazionale che, da Crocetta a Lorenzo Guerini, numero due del PD nazionale, ha richiesto a gran voce le sue dimissioni, che l’ex presidente ha preferito rassegnare, continuando però a negare quanto gli viene accusato.

Respingo con sdegno il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi i percorsi politici sono totalmente diversificati e assolutamente distanti“.

Una vicenda che, siamo certi, è solo all’inizio e che continuerà a far discutere, soprattutto dopo la vittoria di Alessi alle elezioni agrigentine.

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