Vittoria, Ciccio Aiello “l’highlander” si ricandida a sindaco: “Occorre liberare la città”

Vittoria, Ciccio Aiello “l’highlander” si ricandida a sindaco: “Occorre liberare la città”

VITTORIA – Francesco Aiello è tornato. Anzi, per dire la verità, non se n’è mai andato dalla scena politica ipparina. Come una sorta di Highlander – nel bene e nel male – Aiello ha condizionato la vita amministrativa di Vittoria a partire dai lontani anni ’70 e continuerà a farlo visto che la scorsa domenica ha annunciato, nel corso di un comizio, la sua candidatura per le prossime elezioni del 2016.

Dal palchetto allestito in Piazza del Popolo – luogo dove Aiello è di casa e dove ogni giorno stringe una marea di mani e offre svariati caffè – il neo candidato, con gli alleati Cesare Campailla di Sorgi Vittoria e Marco Piccitto di Rinascita Popolare, ha ricominciato la corsa verso Palazzo Iacono dopo la tornata persa nel 2011.

Anche Palazzo Iacono – sede del Comune – Aiello lo conosce bene. È stato sindaco per circa 10 anni, dal 1995 al 2005, con altre parentesi dal 1978 al 1981. Ha ricoperto, in diversi frangenti storici, la carica di assessore regionale all’Agricoltura (l’ultimo nella fase terminale del governo Lombardo) ed è stato deputato regionale per tre legislature.

Poi la storia recente lo vede eletto come consigliere indipendente di Azione Democratica dopo la fragorosa rottura con il suo ex delfino – e attuale sindaco – Giuseppe Nicosia. Nel corso del comizio – con un uditorio in parte attempato ma Aiello ha detto che si rivolgerà anche e sopratutto ai giovani – diversi i temi affrontati tra cui la piaga delle aste giudiziarie, il rilancio del mercato ortofrutticolo, i dialoghi con le altre forze politiche e l’abbattimento delle cosiddette “cricche”.

PRG. Per Aiello il ricorso al Tar “svilisce la politica” e attacca il sindaco dicendo che non “si possono risolvere i problemi con le liti giudiziarie” e il prg serve ai vittoriesi e non “agli amici”: “Serve una città più vivibile – aggiunge il consigliere – e oggi occorre un balzo in avanti per lo sviluppo urbano valorizzando il parco suburbano, il recupero del centro storico, la costa di Cammarana”.

MERCATO. Da anni l’ex sindaco conduce una battaglia contro la doppia attività all’interno del Mercato di via Incardona e le sue ricette per rilanciare la struttura e l’economia ipparina riguardano la “protezione” dei prodotti locali.

“La priorità è il lavoro – spiega Aiello -. Se si trasforma in una piattaforma, come vogliono fare loro, per vendere i pomodori del Marocco o della Tunisia lavorati in alcuni magazzini di Vittoria è la fine. La fine per i produttori e per la città: questo lo dobbiamo impedire”.

“Occorre un mercato – aggiunge il consigliere – alla produzione, con ingresso dei prodotti siciliani e conferimento solo da parte dei produttori e un mercato esclusivamente commissionario”.

IL PASSATO. Parlando delle precedenti esperienze amministrative Aiello ammette di rimproverarsi molte cose ma rivendica la sua passione politica sana e senza interessi di sorta. Spiega che vi erano delle persone con lui “con un’altra energia nel motore che non era la passione” e dell’ex delfino Nicosia dice che è solo “l’ultimo che gli ha voltato le spalle“.

“I primi 9 anni da vicesindaco era coperto – aggiunge Aiello – e poi gli altri 10 anni, dove era il comandante in carica ha fallito”.

RIFONDAZIONE. Nei tempi ruggenti del Pci e di Vittoria “isola rossa” (ricordiamo che in città non c’è mai stata un’amministrazione di destra dalla Liberazione ad oggi) Francesco Aiello era uno dei tanti protagonisti del partito di Berlinguer in Sicilia.

Poi, dopo i cambiamenti di pelle temporali, il quadro è mutato e Aiello si è trovato anche al governo regionale con un ex nemico: il democristiano Raffaele Lombardo. Adesso il candidato sindaco va oltre le ideologie però ha rivelato – durante il suo comizio – di un dialogo con Rifondazione Comunista.

“C’è una disponibilità per discutere su alcuni temi – conclude Aiello – come il reddito di cittadinanza e le zone blu e mi hanno invitato a un incontro. Non ci parlavamo da anni e ho sentito, come dire, aria di casa. Discutere con i giovani e i disoccupati in termini seri è costruttivo. Ormai si va oltre i partiti: le radici del mio progetto sono dentro la città e non c’è selezione di appartenenza. Io parlo solo di cittadini e sono loro i protagonisti della battaglia”.

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