Telefonata Ciancio – Bianco sul Pua, D’Agata replica: “Sono sereno, mie azioni chiare”

Telefonata Ciancio – Bianco sul Pua, D’Agata replica: “Sono sereno, mie azioni chiare”

CATANIA – La telefonata intercettata tra l’editore Mario Ciancio e l’allora candidato sindaco Enzo Bianco, svelata da MeridioNews e pubblicata integralmente da LiveSicilia, ha fatto molto discutere in consiglio comunale per la presunta commistione di interessi tra politica e opere pubbliche, in questo caso il Pua di Catania.

Infatti nella chiamata emerge come Bianco, dopo la seduta del consiglio dell’aprile 2013 per l’approvazione della variante urbanistica al Pua, confermi il buon esito della vicenda a Ciancio facendo cenno all’astensione dell’allora consigliere d’opposizione Saro D’Agata, oggi assessore alla Legalità del Comune.

Quella seduta si concluse con 23 voti favorevoli e 3 astensioni, quella di D’Agata, di Francesca Raciti (attualmente presidente del consiglio comunale) e del consigliere Navarria.

Per il consigliere del Pd Niccolò Notarbartoloquella conversazione può dare adito a moltissime interpretazioni ma qualsiasi opinione oggi è prematura”, mentre per l’esponente di Grande Catania Sebastiano Anastasiil sindaco dovrebbe venire in aula per fare chiarezza e dare tranquillità alla città perché è un quadro che inquieta e se fossi nell’assessore D’Agata sarei profondamente imbarazzato”.

L’unico in aula a parlare, durante la fase delle comunicazioni, del Pua è il capogruppo di Grande Catania Giuseppe Castiglione: “Noi siamo garantisti e chiediamo all’assessore D’Agata di rispondere alla città su questa intercettazione del 2013. Il sindaco allora stava per aprire la campagna elettorale e vogliamo sapere cosa è accaduto in maniera serena”.

La replica dell’assessore D’Agata è basata su quel voto “non favorevole” al progetto. Infatti l’esponente della giunta Bianco ha ripercorso le tappe del piano urbanistico della Playa “voluto negli anni novanta da Bianco e poi stravolto dalla giunta Scapagnini: noi votammo contro, dopo alcuni anni in consiglio arrivò una variante riguardo l’edificazione dei parcheggi e l’altezza degli edifici e abbiamo espresso un voto non favorevole”.

“Io sono estremamente sereno – ha aggiunto – il mio voto non è stato favorevole. Non so se c’è un interesse di Ciancio, bisognerà verificarlo. Posso rispondere delle mie azioni e sono chiare. Sono stato anche interrogato dall’autorità giudiziaria. L’amministrazione è stata sempre molto chiara sul Pua mettendo paletti ben precisi”.

Se da un lato Matteo Iannitti, di Catania Bene Comune, chiede le dimissioni del sindaco Bianco dall’altro l’amministrazione ha risposto con una nota dello stesso primo cittadino sulla vicenda: “Nell’aprile del 2013, quando non ero ancora tornato alla responsabilità di sindaco, i consiglieri comunali a me vicini furono gli unici a non votare per il Pua a causa di modifiche peggiorative. Una presa di posizione anche in questo caso espressa pubblicamente. In coerenza con quanto affermato per diciotto anni, da sindaco apportai al Pua una serie di significative modifiche per eliminare l’eccesso di cubatura e per porre la massima attenzione alle esigenze del territorio e allo sviluppo armonioso di quella zona”.

Inoltre Bianco ricorda l’istituzione di “un protocollo di legalità per verificare, prima di rilasciare qualsiasi licenza, la provenienza dei capitali privati tramite un’apposita Commissione creata dal Comune e dalla Prefettura, garantendo così massima trasparenza e legalità in ogni singolo progetto”.

Sul tappeto restano svariati interrogativi. Perché l’assessore D’Agata, nell’aprile del 2013, nonostante tante battaglie non votò contro per dare un segnale forte ma si astenne? Perché il candidato sindaco in rampa di lancio Enzo Bianco chiama l’editore Ciancio che ha grossi interessi sul Pua per rassicurarlo? 

P.U.A. delib. n. 21

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