Telefonata Bianco – Ciancio sul Pua, il caso oggi in commissione antimafia

Telefonata Bianco – Ciancio sul Pua, il caso oggi in commissione antimafia

ROMA – Dopo l’audizione dell’assessore del Comune di Roma Alfonso Sabella la commissione antimafia, presieduta da Rosy Bindi e con alcuni esponenti isolani come gli onorevoli Attaguile, Fava e Giarrusso, analizzerà il caso della ormai famosa telefonata tra il sindaco di Catania Enzo Bianco e il patron de La Sicilia Mario Ciancio.

I membri della commissione decideranno se e chi audire per chiarire meglio i contorni della vicenda.

Infatti tra l’allora candidato a sindaco, la telefonata risale al 18 aprile del 2013, e l’editore catanese è intercorso un dialogo sulla vicenda del Pua. La chiamata rientra nell’ambito delle indagini sui rapporti di Ciancio con alcuni esponenti della criminalità organizzata e l’imprenditore è sotto inchiesta per concorso esterno a Cosa Nostra.

Come rivelato da MeridioNews i toni della chiamata sono molto concilianti: Bianco rassicura sulla votazione del consiglio comunale sul piano di urbanizzazione della Playa, approvato con l’astensione degli esponenti vicini all’ex ministro come Rosario D’Agata, attuale assessore alla Legalità che ha chiarito recentemente in una seduta consiliare la sua posizione

Nella zona di Catania sud dovrebbero sorgere alberghi, un centro congressi e altre strutture recettive.

Inoltre, dalla chiamata, emerge anche la “richiesta” di Bianco di avere una copertura mediatica per l’avvio della campagna elettorale. 

Su questi rapporti chiederà di fare luce la commissione antimafia. Ma il sindaco Bianco, nei giorni scorsi, ha affidato a una nota la sua replica dell’accaduto non entrando, però, mai nel merito della telefonata in questione.

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