Un siciliano al Colle: Sergio Mattarella presidente della Repubblica

Un siciliano al Colle: Sergio Mattarella presidente della Repubblica

ROMA – È Sergio Mattarella, palermitano di 74 anni, il nuovo presidente della Repubblica. Il politico siciliano proposto dal Pd di Renzi ha superato lo scoglio della quarta votazione raggiungendo 665 voti.

Ampia convergenza del Pd – che non ha ripetuto la figuraccia dell’elezione di Napolitano – e degli alleati di governo, su tutti Area Popolare che in mattinata ha annunciato il sostegno a Mattarella.

L’aula della Camera, alle 12.58, applaude all’unanimità l’elezione del nuovo presidente che raggiunge il quorum di 505 voti. Al termine, il conteggio definitivo segna 665 voti.

Il predecessore Giorgio Napolitano, in piedi, è visibilmente emozionato. Oltre cinque minuti di applausi hanno salutato l’ufficialità del nuovo inquilino del Colle.

Sicilia degnamente rappresentata nelle istituzioni nazionali: il presidente del Senato Grasso, il ministro degli Interni Alfano e adesso il presidente della Repubblica Mattarella.

Gli altri voti: Imposimato 127 (candidato sostenuto dal Movimento cinque stelle), Feltri 46 (sostenuto da Fdi e Lega) Rodotà 17, Bonino, Martino, Napolitano e Prodi 2. Schede bianche 105.

Matteo Renzi  @matteorenzi    Twitter

Maretta dentro Forza Italia: l’ala fittiana non ha votato scheda bianca così come previsto e potrebbero essere andati proprio in favore del nuovo presidente.

LA GIORNATA:

Oggi il quarto e probabilmente decisivo scrutinio che dovrebbe sancire la scelta di Sergio Mattarella, nome proposto dal Pd e inizialmente osteggiato da Ncd e Udc – alleati dei democratici al governo – per il “metodo” imposto da Matteo Renzi.

C’è il palermitano Mattarella in pole position per il Quirinale e c’è il ministro agrigentino Angelino Alfano grande protagonista di una nottata e mattinata convulsa al termine della quale ha deciso: la pattuglia di Area Popolare voterà per Sergio Mattarella e si defilerà dalla linea dura di Forza Italia che voterà scheda bianca.

Il pressing del ministro Maria Elena Boschi su Ncd e Udc – su input di Renzi – ha dunque funzionato non senza alcune tensioni con Alfano che avrebbe detto che “da domani non sarà più nulla come prima” in merito ai rapporti con il Pd.

La strana maggioranza di governo, alla fine, ha trovato la quadra e voterà compatta Mattarella. Però Renzi dovrà fare i conti con la maggioranza per le riforme con Forza Italia che verrà a mancare e si apriranno nuovi scenari.

Dentro Forza Italia – che ha tra i grandi elettori il capogruppo all’Ars Marco Falcone – si paventa il rischio di spaccature: una parte dei dissidenti di area Fitto potrebbe votare Mattarella e ridurre il numero di schede bianche dei forzisti delegittimando la leadership di Berlusconi.

Come svela Repubblica il presidente della Regione Rosario Crocetta ha chiamato Mattarella ringraziandolo per averlo votato alle scorse regionali e smentendo così le accuse di “chiusura” mentale circolate nelle ultime ore sulla stampa.

Mattarella, nei vari contatti avuti con i politici siciliani tra cui Giovanni Burtone, chiede a tutti calma e di aspettare: “Non bisogna dare nulla per scontato, sino alla fine. D’altronde sono onorato, ma consapevole che non sono stato io a cercare questa prestigiosa candidatura”.

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