Regione: quella voglia di rimpasto, assessorati e poltrone mentre la Sicilia affonda

Regione: quella voglia di rimpasto, assessorati e poltrone mentre la Sicilia affonda

PALERMO Si fa presto ad essere populisti in Sicilia. Basta seguire, con distratta attenzione, le cronache politiche degli ultimi mesi per notare che la scena è dominata da alchimie di potere, rimpasti, frizioni all’interno dei partiti, scelte di uomini e dirigenti, congressi di partiti a nervi tesi.

Ma della drammatica condizione della Sicilia e dei giovani – quasi uno su due è disoccupato – non se ne parla. O meglio se ne parla a tempo debito: in campagna elettorale. Con gli slogan vuoti e le ricette miracolose e “rivoluzionarie”.

Basti vedere i dati di Garanzia Giovani – 22mila tirocini a 500 euro al mese, Sicilia prima in Italia per attivazioni – per capire l’immensa e disperata fame di lavoro che c’è.

E invece oggi si registra l’Udc che smentisce un rimpasto di governo, Crocetta che insiste per avere il fidato Antonio Fiumefreddo come assessore alle Attività Produttive e l’Ncd che potrebbe far parte della maggioranza in maniera inizialmente soft con la presidenza di alcune commissioni.

Insistenti i rumors su Vinciullo come presidente della commissione Bilancio e l’aretuseo Marziano del Pd come nuovo assessore all’Agricoltura. 

Il segretario del Pd Fausto Raciti ha detto che serviranno nuovi incontri per chiarire la situazione composita e sbloccare l’attuale impasse dicendosi contrario ad accordi “sottobanco”.

Ma sopra il tavolo del dibattito non dovrebbero esserci gli assessori regionali – quasi 40 quelli cambiati da Crocetta in poco meno di tre anni – ma il futuro dei giovani siciliani.

Così mentre la politica si parla addosso migliaia di ragazzi – giovani e laureati, spesso coloro i quali servirebbero per tenere i musei aperti e renderli migliori – fanno la valigia per andare al nord o all’estero e tornare solo per qualche settimana in vacanza.

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