“Proroghetta” per 22 mila precari siciliani, “uno spettacolo indecoroso”

“Proroghetta” per 22 mila precari siciliani, “uno spettacolo indecoroso”

PALERMO – Al termine di una lunga seduta in commissione Bilancio, proroga è fatta! O forse sarebbe il caso di chiamarla “proroghetta”.

Sul tavolo delle trattative l’emendamento alla legge di Stabilità con il quale è possibile prorogare, per l’appunto, i contratti dei precari.

Una misura che suona tanto di “contentino”, dal momento che per oltre 22 mila siciliani, il problema è soltanto rimandato… a un solo anno.

Si tratta di una proroga di soli 12 mesi che stona, e non poco, con la “melodiosa” proposta del governo regionale di una norma che avrebbe dovuto prevedere proroghe triennali.

Una fumata bianca alla quale non seguirà alcuna acclamazione o esternazione di gioia. Nessun “Habemus dilationem” che rompa il silenzio della folla in trepidante attesa. Soltanto un boccone amaro di sopravvivenza ma che non è in grado di assicurare tempi migliori.

Anche il sottosegretario Davide Faraone – il quale aveva indicato il percorso da seguire per giungere alle stabilizzazioni, con una agenzia ad hoc che avrebbe dovuto fungere da contenitore entro il quale sarebbero dovuti confluire tutti i precari per essere smistati nei Comuni e negli altri enti in deficit – ha chiarito che “la stabilizzazione per ora non è stata prevista. Vuol dire che continueremo a battagliare a partire da gennaio”.

“Assistiamo, come al solito, a uno spettacolo indecoroso – dice il segretario generale della Uil Sicilia, Claudio Barone -. Oggi è stata assicurata ai precari degli Enti locali siciliani la proroga del contratto di un solo anno e nemmeno per tutti. Senza ulteriori modifiche alla Legge D’Alia, infatti, settemila lavoratori dei Comuni in dissesto e pre-dissesto saranno comunque licenziati mentre gli altri continueranno a essere osteggio dei capricci della politica”.

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