Mineo, ispezione della delegazione Ue al Cara. Procuratore Verzera: “E’ un caso di Stato!”

Mineo, ispezione della delegazione Ue al Cara. Procuratore Verzera: “E’ un caso di Stato!”

CATANIA – Il tema immigrazione continua ad essere uno di quelli caldi non solo in Sicilia o in Italia ma in tutta Europa. Quest’ultima, però, sembra non aver mai preso sul serio le richieste di aiuto italiane scaricando il problema solo sulla nostra penisola. Da qualche mese a questa parte qualcosa sembra essersi mosso e un segnale chiaro arriva da Mineo, dove una delegazione dell’Unione Europea ha fatto visita al Cara, la struttura che ospita ingenti quantità di immigrati, effettuando una ispezione.

A sottolineare l’assenza di interesse dell’Ue riguardante questo tema, che costituisce un caso sociale prima ancora che politico o economico, ci ha pensato Jean Arthuis, co-presidente di una delegazione congiunta delle commissioni Bilancio (Budg) e Libertà Civili (Libe) del Parlamento europeo,  che ha dichiarato: “Si continua a prendere atto delle vittime, ci si commuove, ma cosa fa l’Europa in termini di rispetto per i diritti dell’uomo, umanità e accoglienza? Qui siamo nel cuore dell’accoglienza. Grecia e Italia accolgono sempre più persone, i numeri stanno aumentando, e i problemi migratori costituiscono una sfida enorme per l’Unione. L’Europa è certamente presente, ma lo Stato italiano è pienamente coinvolto e dà un contributo molto significativo. Noi rendiamo omaggio agli sforzi profusi dalle autorità italiane a livello locale”.

Arthuis ha anche sottolineato cheesiste un problema di identificazione, quindi ci sembra indispensabile rivedere il sistema di Dublino. Ci è stato spiegato che gli immigrati non vogliono essere identificati e non vogliono sottoporsi alle procedure di foto identificazione. Del Centro di Pozzallo abbiamo avuto un’impressione positiva. Possiamo dire che sul piano umanitario e su quello medico questa struttura è ben gestita. Noi abbiamo visto che le autorità italiane sono pienamente coinvolte e ieri ci hanno detto che vi sono 83 mila migranti nei Cpsa e nei Cara, più i posti specifici dedicati ai minori non accompagnati”.

“I problemi migratori – ha sottolineato Arthuis  – costituiscono una sfida enorme per l’Europa. Le tragedie che si sono verificate nel Mediterraneo sono state uno shock per gli europei nel momento in cui si è preso atto del numero di vittime i nostri concittadini si sono chiesti cosa fare. Ciò che ci si aspetta dal Parlamento europeo non è solo un minuto di silenzio o dei momenti di commozione. Dobbiamo piuttosto trovare delle soluzioni nel rispetto delle istituzioni: il rispetto dei diritti dell’uomo, l’umanità, l’accoglienza dei richiedenti asilo senza tuttavia farci prendere da fenomeni di razzismo che potrebbero metterci collettivamente in difficoltà”.

Nella giornata di ieri la delegazione ha visitato il “Centro di primo soccorso ed accoglienza” di Pozzallo, valutato positivamente, mentre oggi tappa al Cara di Mineo. Durante la giorata incontri e confronti con le organizzazioni non governative, con il sottosegretario Domenico Manzione e i prefetti di Catania, Agrigento e Ragusa, fino a quelli con lo staff delle operazioni Frontex e Triton, si sono rivelati importanti. Soprattutto per valutare l’utilizzo dei fondi comunitari per le politiche d’immigrazione.    

Sulla questione è intervenuta anche l’ex ministro italiano Cecilie Kyenge: ”Bisogna intervenire sulle cause che portano le persone a lasciare il loro Paese, alla lotta contro la tratta di essere umani e anche rafforzare le vie legali per quanto riguarda l’immigrazione“, 

L’eurodeputato forzista Salvo Pogliese spiega che uno degli aspetti più critici della emergenza immigrazione sul fronte siciliano è indubbiamente il tempo di attesa per le richieste di asilo che vengono formalizzare al Cara di Mineo. Se la situazione è certamente migliorata rispetto agli anni scorsi, quando la media si aggirava attorno ai 16 mesi, i tempi di attesa attuali di 6/7 mesi sono comunque nettamente superiori ai 35 giorni imposti dalla legge italiana. Altro aspetto necessariamente da rivedere in Italia – prosegue l’europarlamentare – è quello dei rimpatrio dei migranti che non hanno diritto di asilo. Basti pensare che nel 2014 il nostro Paese ha espulso 25.300 immigranti mentre la Francia ne ha espulso 86.955, la Grecia 73.670 e il Regno Unito 65.365. E’ evidente che il nostro apparato di controllo, nonostante l’ottimo lavoro delle forze dell’ordine, necessità di più mezzi ed uffici”.

Importanti dichiarazioni arrivano anche dal procuratore della Repubblica di Caltagirone Giuseppe Verzera che ha detto: “Quella sul Cara di Mineo, che secondo me è un caso di Stato, a questo punto non è un’indagine unitaria, ma si compone di molteplici filoni che vanno dal caso parentopoli alle assunzioni, alle irregolarità dell’appalto, alle eventuali turbative d’asta. La documentazione è copiosissima ed è in corso di acquisizione altra documentazione che è al vaglio degli investigatori. Stiamo valutando tante situazioni. Quello che c’è nel calderone principale ovviamente non lo posso dire. Oggi con i parlamentari Ue si è discusso del fatto che molti di questi migranti, specialmente quelli di nazionalità siriana, eritrea, somala, stanno un giorno soltanto, non si fanno fotosegnalare e poi se ne vanno, ma vengono pagati lo stesso come se fossero presenti cinque giorni”.

“Si è discusso – ha aggiunto Verzera – di un appalto dichiarato illegittimo dall’Anticorruzione perché sostanzialmente è un appalto da 100 milioni di euro per il quale non possono presentare offerte tutte le imprese e quindi di fatto è stato assegnato all’unica impresa che poteva prenderselo. Il paradosso –  è che la “Pizzarotti”, che fa parte dell’Ati, é anche la proprietaria degli alloggi del Cara e quindi la stazione appaltante di cui fa parte la Pizzarottì paga l’affitto a se stessa. Ho visto che la delegazione di parlamentari è rimasta molto sorpresa – ha concluso il magistrato – e il presidente ha riscontrato cose molto gravi mi ha dato tutta la sua solidarietà e il suo sostegno e mi ha detto di andare avanti su questa strada che è quella giusta“.

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