Debito pubblico alle stelle. Ma non fa paura a nessuno…

Debito pubblico alle stelle. Ma non fa paura a nessuno…

PALERMO – Ci pensa la Banca d’Italia a dare l’ordinaria, rustica e brutale martellata in testa agli italiani, sardi e siciliani con il proprio resoconto mensile sul debito pubblico, aumentato, nel giro di qualche mese di 10 miliardi. Per la precisione, ad aprile scorso siamo arrivati a 2.270, 4 miliardi di euro, con un aumento di più di dieci miliardi rispetto al mese di marzo.

Calma, stiamo calmi! Il ministro Padoan non è affatto preoccupato e consola tutti ripetendo la fatidica frase “Con le previsioni di aumento del Pil (il prodotto interno lordo) aggiusteremo tutto!”. Ma l’aumento del Pil si è consolidato soltanto in una previsione e non si sa mai quando e come si concretizzerà in moneta sonante; è come quando un moribondo è in attesa di esalare l’ultimo respiro e i parenti chiedono al medico su come si possa intervenire per salvarlo e si sentono rispondere: “Acqua e zuccuru e stamo a virriri …”.

Il guaio è che un sovraindebitamento del genere non fa più notizia e nemmeno paura, né a chi ci governa né a deputati e senatori. I problemi di cui discutere sono ben altri: se Trump merita l’impeachment e dovrà lasciare, come Nixon nel 1974; se Salvini si è incontrato e baciato con Casaleggio; se si deve dare la cittadinanza ai figli di stranieri nati in Italia; se Berlusconi si potrà candidare o meno alle prossime elezioni; e per non andare lontano, se Crocetta, in qualità di presidente della Regione, deve necessariamente difendere la sua dignità, ingiustamente macchiata dalle esternazioni telefoniche dell’assessore Pistorio; se alle prossime elezioni regionali, a destra, si dovranno cacciare via i partiti per far prevalere un civismo politico e, a sinistra, mettere alle strette il Pd per una scelta di candidatura forte come quella di Piero Grasso e mandare l’uscente in una casa di riposo a meditare sul perché in cinque anni è riuscito ancora di più e irrimediabilmente a dissestare l’intera Isola.

Di fronte a tutta questa nube tossica, si può sperare che si pensi a contenere le spese e lo sperpero di fiumi di danaro che partono dallo stesso Parlamento per arrivare fino agli Enti regionali e locali? Ad esempio non fa notizia la scorta alla Santanchè o a La Russa e a tantissimi altri deputati e senatori e i quattrini che si spendono per mantenere in sesto un palinsesto elefantiaco del genere; al non contenimento della “modesta cifra” imposta dal presidente Mattarella sui 240 mila euro l’anno, decisamente disattesa per non parlare degli stipendi e indennità degli artisti e giornalisti della Rai che sono stati “miracolosamente graziati” e non soggetti a colpi di scure pesantissimi. Coraggio! Mamma Rai c’è e ci sarà sempre come Mamma Regione a Palermo, e poi basta aumentare Iva, Irpef, Ircac, Imu, Tasi, Tares, Iuce e chi più ne ha più ne metta, tanto la mamma dei cittadini onesti è sempre incinta, come quella dei disonesti e dei truffatori che guarda caso in massa arrivano al Parlamento e, da lì, la visuale è tutt’altra cosa.

Giuseppe Firrincieli

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