Crocetta: “Io come Pasolini. So ma non ho prove”. Il presidente non si dimette.

Crocetta: “Io come Pasolini. So ma non ho prove”. Il presidente non si dimette.

PALERMO – E’ il giorno di Crocetta a Sala d’Ercole. Il presidente – dopo la controffensiva mediatica degli ultimi giorni – ha parlato al parlamento regionale sulla situazione politica attuale. Ha ribadito quanto espresso nel lungo comunicato stampa di ieri: l’estraneità al “sistema” Tutino, la vicinanza a Lucia Borsellino, gli attacchi ricevuti in quanto omosessuale e l’inesistenza dell’intercettazione svelata dall’Espresso.

Quindi il presidente non si dimette e ha lanciato qualche frecciatina al Pd nazionale.

LA DIRETTA

12.40 Ardizzone ha comunicato l’arrivo del presidente. Seduta sospesa per cinque minuti in attesa dell’ingresso in aula del governatore.

12.51 Intanto il ministro della Giustizia Orlando ha disposto delle verifiche sull’intercettazione rivelata dall’Espresso.

13.16 Crocetta inizia a parlare: “Ho vissuto in questi giorni i momenti più terribili della mia vita. L’attacco al presidente della Regione diventa l’attacco alle istituzioni elette dai cittadini”.

“Orrore di quella montagna di fango urlava dentro la mia testa contribuendo ad amplificare attacchi di alcuni disinformati. Nell’immaginario collettivo il metodo Crocetta ha superato il metodo Boffo”

“Sono felice che procure abbiano smentito quelle accuse. Ho deciso di riprendere la parola. Questo passerà alla storia come una storia infame. L’opportunismo mediatico sembra prevalere rispetto alla cautela istituzionale che contraddistingueva la politica di un tempo”.

“A tutti è evidente che quell’intercettazione non c’è. Non posso dimettermi. Non sono interessati a poltrone e a carriere future, due anni e mezzo di martiri e attacchi mi bastano. Ringrazio coloro che mi hanno manifestato tanta solidarietà: non tutto è perduto, nel nostro paese ci sono ancora galantuomini”.

“Sciacallaggio non posso che respingerlo per tutelare tutti noi”. Crocetta cita una poesia di Brecht. “I manager della sanità sono stati selezionati da una commissione che ha selezionato lista ristretta di una decina di persone”.

13.29 Crocetta spiega le scelte operate in sanità. “Ficarra aveva avuto contro Sampieri due procedimenti giudiziari. Tutino lo frequentavo ogni 15 giorni nel suo studio medico dove andavo con la scorta. Fantasie sulla mia vita privata non se ne posso fare, in vacanza vado con la scorta. Nessuna vita può essere più chiara della mia: ogni secondo della mia vita è documentato”.

13.33 “Anche Cuffaro era amico di Tutino”. Insorgono i deputati d’opposizione. “Non mi dimetto – prosegue – è inaccettabile che mi possa dimettere sulla base di motivazioni inesistenti. Non è il momento di discutere sulla politica di governo che rientra nel normale gioco democratico”.

“In fatto di questione morale nostro governo ha fatto atti concreti, come denunce su sistema Giacchetto, Ciapi, le denunce sulla Formazione, la revoca del’appalto di 155 milioni di un’assicurazione sanitaria, i tagli per milioni di euro sui farmaci frutto di prescrizioni molto anomale”

“Il taglio dei 21 giornalisti dell’ufficio stampa della Regione qualche odio può avermelo creato”.

13.44 Crocetta elenca i tagli effettuati che hanno creato “qualche inimicizia”. “Quale governo ha fatto la lotta alla mafia come noi? Tante cose ancora non vanno. Come diceva Pasolini io so ma non ho le prove, ma so. Perdono sempre anche quando mi si fa del male”.

13.50 “Non mi dimetto perché non sono un irresponsabile e non voglio lasciare decine di migliaia di lavoratori senza lavoro e salario. Non posso dimettermi perché sono garante dello statuto”.

13.54 “Io a questo non ci sto. Sono un uomo libero e forse pago qualche ingenuità e vi chiedo perdono per questo. Il vero cerchio magico in Sicilia è quello degli affari che collude con le massonerie deviate, con gli affari mafiosi di una cosa nostra non stragista ma dentro gli affari anche della Regione da anni e che sa sapientemente orchestrare i giochi”

13.59 “Non mi sento eroe antimafia. La mafia mi dovrebbe denunciare per mobbing per tutto quello che ho combinato. Mi sento un uomo fedele alle istituzioni che fa il proprio dovere, qualvolta facendo degli errori in buona fede”.

14.01″Tanti nemici della Sicilia. Non è questo il momento di fuggire o persino di resistere ma è quello della ribellione contro colore che continuano a coltivare un’idea terribile della Sicilia. Abbiamo riforme urgenti da definire””

14.07 “Si possono fare tante cose per distruggere un uomo e l’istituzione, finti dossieraggi, si possono far sentire cose…”

“Parlamento può decidere  di staccare la spina ma se lo facesse in questo momento sarebbe complice di azione eversiva”.

14.13 Crocetta termina il suo intervento e ha annunciato che non interverrà ulteriormente. Adesso parola ai deputati regionali. Dieci minuti previsti per ogni intervento.

14.18 Toto Cordaro: “Mi sarei aspettato una presa di distanza. Spero che quella intercettazione non ci sia. Io sono convinto che lei sia in buona fede”.

14.24 Interviene Marco Falcone, capogruppo di Fi: “E’ crollato in questi giorni un esempio dell’antimafia e tutto questo accade non perché c’è una opposizione che grida allo scandalo su un’intercettazione vera o presunta ma perché le più alte cariche dello Stato e del Pd la definiscono non degno”.

14.59 Cascio (Ncd): “Già sapevo cosa avrebbe detto il presidente Crocetta in aula. A luglio 2012 sono stato oggetto di una campagna stampa portata avanti da un quotidiano che mi ha infilato in un sistema Giacchetto che lei conosce molto bene del quale avrei fatto parte. Sono esperto di colate di fango”.

“Ho la sensazione che lei sia scollegato con la realtà. Vive in questa terra? Le sono vicino umanamente ma oggettivamente è finita, come fa a non capire? Bisogna capire come uscirne nel migliore dei modi”.

15.10 Interviene Nello Musumeci: “A lei presidente Crocetta non sarà sfuggita la condotta del mio gruppo politico improntata al rispetto del suo dramma umano. Sono intervenuto con durezza su Renzi, il “Saro stai sereno” lo può usare a casa sua con i suoi cortigiani. Questa istituzione pretende rispetto per il sui presidente qualunque sia il nome”,

 

 

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