Comune di Castelvetrano nel mirino: possibili collegamenti con infiltrazioni mafiose

Comune di Castelvetrano nel mirino: possibili collegamenti con infiltrazioni mafiose

CASTELVETRANO – A Palazzo Pignatelli, sede del Municipio di Castelvetrano, la commissione di indagine lavora da diverse ore per verificare l’eventuale presenza di collegamenti tra la criminalità organizzata di tipo mafioso e l’amministrazione comunale.

A disporre l’accesso al Comune è stato il Prefetto di Trapani su delega del ministro dell’interno. 

Presenti, alle verifiche degli atti dell’amministrazione, anche il sindaco Felice Errante e alcuni funzionari comunali. 

Ad essere nel mirino sono “forme di condizionamento tali da determinare un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi e amministrativi e da compromettere il buon andamento o l’imparzialità della stessa, nonché il regolare funzionamento dei servizi a essa affidati, ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo stato della sicurezza pubblica”.

Intanto il Comune si appresta alle prossime elezioni: il consiglio comunale si era autosciolto lo scorso 8 marzo 2016 quando, 28 consiglieri, si erano dimessi a seguito del ritorno in aula di Calogero Giambalvo. Quest’ultimo venne arrestato nel novembre del 2014 nell’ambito dell’operazione antimafia “Eden II” perchè considerato uno dei fiancheggiatori del latitante Matteo Messina Denaro

Giambalvo venne assolto a dicembre 2015 ritornando in libertà dopo 13 mesi di carcere: lo scorso 25 gennaio è stato inserito nuovamente come consigliere comunale. 

Da un anno – in qualità di commissario straordinario in sostituzione del consiglio comunale -opera l’ex procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, all’epoca nominato dal governatore Rosario Crocetta.

Commenti