Claudio Fava, l’ultima migrazione: adesso è socialista

Claudio Fava, l’ultima migrazione: adesso è socialista

CATANIA – Con un pezzo sullo storico giornale socialista “Avanti” il Partito Socialista ha annunciato l’ingresso del deputato Claudio Fava nel gruppo della Camera. Il vice presidente della commissione antimafia ha quindi sancito il definitivo distacco dalla sinistra più oltranzista ed è approdato nelle fila socialiste salutato dal presidente dei parlamentari del partito del garofano Marco Di Lello con un tweet.

Marco Di Lello  @Marco_Di_Lello    Twitter

La scissione dal partito di Nichi Vendola – con il quale Fava era stato eletto alla Camera – aveva portato il deputato etneo ad aderire a Led (Libertà e Diritti – Socialisti europei). Ma non ha seguito nel passagio al Pd Gennaro Migliore, ex Sel e contestatissimo dall’ala dura e pura della sinistra per il suo ingresso nel partito di Matteo Renzi.

Camera, dal PSI benvenuto a Claudio Fava   Avanti!

I passaggi non sono stati indolori. Come riporta “L’Avanti” il leader di Sel Vendola “ha accusato i fuoriusciti di opportunismo, cioè di voler abbracciare le posizioni del Ppe per entrare in maggioranza e occupare qualche poltrona. Un’accusa che è un ‘ever green’ della sinistra italiana, un tormentone che dura ininterrottamente da decenni, quando era il Pci a scagliarsi contro socialisti e socialdemocratici che andavano al governo, e oggi rinverdita dalle polemiche sullo ‘stillicidio’ di parlamentari”.

Come le sirene di Ulisse i socialisti sperano che gli altri fuoriusciti da Sel possano sposare la causa del partito che fu di Bettino Craxi e che dopo tangentopoli ha subito un lento declino.
“Certamente il rapporto tra socialisti e Sel – scrive l’Avanti – non si è mai interrotto e negli ultimi mesi si è andato intensificando. Sono convinto che altri parlamentari potranno condividere un percorso comune con noi e l’obbiettivo di costruire una sinistra riformista, che sia anche in grado di riequilibrare l’attuale maggioranza di governo sul terreno della laicità, dei diritti civili, del lavoro”.

Questo ulteriore cambio di casacca si aggiunge alla storia politica del deputato catanese che debuttò in politica con la Rete, il movimento legalitario fondato con Leoluca Orlando, per poi passare ai Democratici di Sinistra. Poi un passaggio con Mussi in Sinistra Democratica e l’approdo in Sel.  Tante volte Fava ha provato a conquistare Catania e la sua provincia, non riuscendoci.

Nel 1993 venne sconfitto da Enzo Bianco nella corsa a Palazzo degli Elefanti e dieci anni dopo ha tentato la conquista della Provincia etnea sconfitto da Raffaele Lombardo. Alle elezioni amministrative del 2008 si è candidato da capolista al consiglio comunale di Catania ma neanche stavolta è stato eletto. Lontano da Catania ha però raccolto consensi ed è approdato all’europarlamento per due legislature. Nel maggio del 2009 l’Economist lo ha eletto eurodeputato dell’anno per il lavoro svolto come relatore nella Commissione d’inchiesta del Parlamento Europeo sulle “extraordinary renditions” della CIA nella lotta al terrorismo internazionale.

Alle ultime regionali del 2012 Fava si è candidato a presidente ma l’affaire Isnello ha fermato la sua corsa. A causa di un pastrocchio riguardante la residenza – che il politico e giornalista aveva fuori della Sicilia – la sua candidatura non è stata convalidata nonostante un cambio chiesto in fretta e furia per risiedere proprio nel piccolo comune delle Madone. Per la legge Fava non aveva effettuato le procedure di cambiamento entro il termine di 45 giorni prima della scadenza elettorale.

Adesso la nuova vita (politica) di Claudio Fava ricomincia dai socialisti.

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