Catania, mafia nella white list? Scontro Fava – prefetto

Catania, mafia nella white list? Scontro Fava – prefetto

CATANIA – È bufera sull’inserimento della Sud Trasporti, l’azienda  di Angelo Ercolano, nella white list della prefettura di Catania.

La “lista bianca” racchiude un elenco di “fornitori, prestatori di servizi ed esecutori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa operanti nei settori ritenuti a maggiore rischio”. Il cognome Ercolano ha scritto pagine terribili nella storia criminale della città etnea.

Angelo Ercolano – il titolare della Sud Trasporti – è cugino dell’ergastolano Aldo Ercolano, indicato come mandante dell’omicidio di Pippo Fava, e nipote del defunto boss di Cosa Nostra Pippo Ercolano.

È attualmente incensurato e non è stato mai indagato per reati di stampo mafioso. A settembre dell’anno scorso è stato coinvolto in un’indagine della procura etnea su un presunto giro di false fatturazioni per 5 milioni di euro.

Ercolano ha subito un sequestro preventivo di circa 2 milioni e 500 mila euro. Su questi punti è arrivata, durissima, la reazione di Claudio Fava – vicepresidente della commissione nazionale antimafia e figlio del giornalista ucciso da Cosa Nostra etnea – che ha posto un’interrogazione al ministro degli Interni.

“La Sud Trasporti – scrive Fava – è un’azienda di trasporti catanese colpita nel settembre 2013 da un provvedimento di sequestro preventivo e l’amministratore Angelo Ercolano in quell’occasione fu denunciato per frode fiscale, per un giro di false fatturazioni di oltre cinque milioni di euro. La storia della famiglia Ercolano ha segnato nel sangue, fuori da ogni dubbio, la storia di Cosa Nostra a Catania e nella Sicilia orientale”.

“Come è possibile – si chiede Fava – che un’azienda legata, sia pure attraverso un nipote incensurato, a una delle più famigerate famiglie di mafia, un’azienda che ha appena subito un sequestro preventivo e che è accusata di pesantissime frodi fiscali, possa essere impunemente iscritta nella white list della prefettura, con titolo per partecipare a ogni pubblica gara d’appalto?”.

“L’episodio – continua Fava – ricorda, nella sua gravità, la recente decisione, per fortuna revocata, di togliere dal regime del 41 bis il cugino di Angelo, il capomafia Aldo Ercolano, nonostante la Dia continui a ritenerlo il reggente della cosca mafiosa dei Santapaola”.

Claudio Fava ha chiesto al ministro degli Interni di “provvedere al depennamento della Sud Trasporti dalla white list”.

La prefettura etnea ha risposto – in un’articolata nota – che “le iscrizioni nella white list avvengono solo dopo verifiche periodiche costantemente aggiornate”.

“L’iscrizione – prosegue la nota – è preceduta da una specifica attività istruttoria con l’ausilio di acquisizioni informative ottenute tramite le forze di polizia. Nel caso della società Sud Trasporti tali risultanze hanno evidenziato solo la sussistenza di un provvedimento giudiziario di sequestro conservativo delle quote societarie per reati finanziari”.

Sostanzialmente la prefettura spiega che a carico degli amministratori “non sono emersi precedenti o provvedimenti ostativi ai sensi della normativa antimafia“. Questo requisito quindi consente di includere la Sud Trasporti nella white list.

Ma per Claudio Fava la verità è un’altra: “La sensazione è che una parte delle istituzioni imprenditoriali e politiche di Catania continui a manifestare una intollerabile e incomprensibile subalternità nei confronti della famiglia Ercolano”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino Enzo Bianco il quale ha chiesto di “far riconsiderare dai competenti uffici la questione dell’iscrizione nella white list di una impresa di trasporti”.

“Di fronte a questo allarme – ha detto Bianco – appare opportuno un serio, ulteriore approfondimento”.

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