Catania, la foto della discordia e l’Empire. Consoli risponde stizzito a Notarbartolo (Pd)

Catania, la foto della discordia e l’Empire. Consoli risponde stizzito a Notarbartolo (Pd)

CATANIA – Una foto che ritrae Domenico Di Bella, patron della discoteca Empire, con il sindaco Enzo Bianco e l’assessore Orazio Licandro ha scatenato le polemiche sotto il profilo dell’opportunità politica.

Come rilevato da LiveSicilia subito dopo l’operazione odierna della procura etnea il signor Di Bella sarebbe, secondo il procuratore Patanè, “prestanome del boss Ieni nella gestione dell’Empire”.

La discoteca è stata confiscata e già in passato, nel 2006, era già balzata agli onori delle cronache e sequestrata.

Il 10 ottobre sindaco e assessore avevano inaugurato la “strada degli artisti” in via degli Zolfatai per “l’accensione di tanti piccoli focolai culturali” come ha dichiarato alla stampa Orazio Licandro in collaborazione con l’Empire, definito “uno dei locali storici della città”, l’Accademia di Belle Arti e l’Associazione Artistica e Culturale Zen Art.

Ma secondo la procura l’Empire orbiterebbe nell’alveo del clan Pillera Puntina. Per questa ragione Catania Bene Comune ha chiesto spiegazioni a Bianco e le dimissioni dell’assessore Orazio Licandro.

Così come Fratelli d’Italia, con il coordinatore Sandro Pappalardo, chiede chiarezza “su tutte le sinergie tra il Comune e i privati attualmente in campo” e mostra stupore “per il fatto che un uomo di grande esperienza politica come Enzo Bianco, che è stato anche ministro degli Interni, abbia potuto instaurare una sinergia con parti di imprenditoria finite nel mirino della procura di Catania”.

In consiglio comunale stasera l’opposizione sul “caso” Empire è rimasta silente. A punzecchiare l’amministrazione ci ha pensato Niccolò Notarbartolo che ha contraddetto la nota stampa dell’amministrazione che affermava l’inesistenza di altri procedimenti passati a carico del proprietario della discoteca.

“A prescindere che i proprietari fossero inquisiti dal 2006 – ha detto il consigliere – e l’amministrazione aveva la possibilità di conoscere il signor Di Bella è stato definito prestanome del boss Ieni e spero si possano prendere le distanze da questa vicenda”.

A rispondere al consigliere il vice sindaco Marco Consoli, particolarmente stizzito dall’attacco proveniente dai banchi della “sua” maggioranza: “Vi è una maggioranza che a volte è sulla carta ma che poi dimostra di essere opposizione. Ma non opposizione utile ma che supera un confine che nessuno si deve permettere di superare: la verità e il buon gusto. Nessuna foto riuscirà ad oscurare il grande impegno che questa amministrazione sta mettendo nell’ambito della legalità”.

Al vetriolo la risposta di Notarbartolo: “Consoli era in giunta con Scapagnini, Stancanelli e ora con Bianco. Come fare maggioranza non deve essere lui a dirmelo. Se l’offerta culturale per Catania è l’Empire non credo che si possa parlare di nuovo che avanza!”.

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