Cassa forense, Corrao (M5S): “Spazzati via dalla professione migliaia di giovani avvocati”

Cassa forense, Corrao (M5S): “Spazzati via dalla professione migliaia di giovani avvocati”

BRUXELLES – La riforma dell’ordinamento forense ha comportato l’iscrizione obbligatoria alla cassa previdenziale con una mannaia per i giovani professionisti ossia il versamento coatto dei contributi a prescindere dal reddito. Se l’avvocato non è in grado di versare i contributi verrà automaticamente cancellato dall’albo.

Una riforma che ha gettato scompiglio tra gli avvocati che – a seguito di numerosi sacrifici – hanno da qualche anno intrapreso la professione. L’eurodeputato del Movimento Cinque Stelle Ignazio Corrao ha presentato un’interrogazione alla commissione europea in merito, denunciando un “insopportabile effetto discriminatorio che riduce la concorrenza e crea una casta professionale cui possono accedere tendenzialmente i più ricchi, non necessariamente i più bravi, spazzando via dalla professione migliaia di avvocati, soprattutto i più giovani redditualmente più deboli”.

“Ad esempio  i giovani avvocati, anche in assenza di guadagni, hanno  l’obbligo di pagamento di circa 850 euro, a fronte del riconoscimento di soli sei mesi contributivi annui. L’Italia – sottolinea l’eurodeputato siciliano – applica norme che tutelano gli interessi di pochi ricchi e potenti, scavalcando il più elementare buon senso e le vigenti norme europee”.

Per Corrao questa riforma scoraggia le giovani professionalità ad esercitare un mestiere nobile ed antico, ma agevola soltanto gli affermati professionisti che, sebbene abbiano raggiunto tale status per meriti acquisiti negli anni, avranno meno concorrenza considerando che molti avvocati rischiano di essere cancellati dall’albo professionale perché non hanno la possibilità di pagare tasse vuoto per pieno, a prescindere dal fatturato”.

Il giovane eurodeputato alcamese, si rivolge quindi all’esecutivo di Bruxelles chiedendo “se non ritenga che la normativa italiana violi il principio di libera concorrenza ed ostacoli l’accesso alla professione e libera circolazione dei servizi”.

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