Caos primarie nella città dei templi: si va verso l’annullamento

Caos primarie nella città dei templi: si va verso l’annullamento

AGRIGENTO – Sarà ufficializzato con ogni probabilità oggi, al termine dell’incontro del segretario regionale del Pd siciliano e i dirigenti del partito ad Agrigento, l’annullamento delle primarie nella città dei templi, vinte dall’imprenditore Silvio Alessi, vicino a Forza ItalIa.

Ieri, nel corso di una conferenza stampa, Raciti, anche senza mai pronunciare la parola “annullamento” aveva spiegato il suo no secco del Pd al vincitore delle primarie di Agrigento, ”perché – ha detto il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti – non rappresenta la nostra gente e il centrosinistra”.

Il leader dem considera ”superate” le primarie e punta a un’altra candidatura, ma sul metodo si confronterà oggi con i dirigenti agrigentini del Pd, ai quali chiederà anche spiegazioni su come sono state gestite le elezioni, considerando che il candidato Pd, Epifanio Bellini, ha ottenuto appena 800 voti.

“Faremo una discussione con i dirigenti locali del Pd di Agrigento – incalza Raciti –  ma il tema non è l’annullamento delle primarie di coalizione del centrosinistra bensì capire se è possibile mettere in campo ipotesi alternative e superare appunto le primarie.”

Ma c’è chi si scaglia contro e scende in campo con affermazioni lapidarie: “Se il Pd continua con questi spettacoli ridicoli avvantaggia chi, come la Lega, salirà sul palco in campagna elettorale e dirà: Vedete come si comportano questi?. È la verità”. A dirlo è stato il deputato Pd Giuseppe Lauricella a margine dell’incontro agrigentino.

Lauricella è stato il primo a schierarsi contro la candidatura dell’imprenditore Silvio Alessi, vicino a Forza Italia, che ha vinto. “Ad Agrigento c’era un accordo sottobanco – aggiunge – Ho saputo che c’era qualcuno del Pd che parlava di indicazioni sul vicesindaco o altre poltrone. Ammesso che Alessi sarebbe stato eletto. Insomma c’era un evidente accordo che qualcuno aveva fatto nel Pd. Parlo degli artefici dell’imbroglio…”.

“La copertura iniziale era che si diceva che non si trattava di liste civiche – continua Lauricella – affermando che non c’era il simbolo di Forza Italia, ma io ho detto fin dall’inizio che stavano costruendo finte primarie, che io ho chiamato ‘falsarie’. La mia battaglia è vinta, cioè che le primarie sono del centrosinistra e non si fanno con il centrodestra”.

Poi, parlando della candidatura papabile del Presidente del Tribunale di Agrigento, D’Angelo che nei prossimi giorni andrà in pensione, spiega: “Ma non esiste questa candidatura. È nella fantasia di qualcuno. Credo che lui non sia mai stato chiamato da nessuno. Anche questo è uno dei tanti bluff, vedremo oggi quello che accadrà durante l’incontro”.

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