La Camera approva: l’Imu agraria ora è legge.

La Camera approva: l’Imu agraria ora è legge.

ROMA – Alla fine è arrivata la mazzata per gli agricoltori di tutta Italia. 

Il decreto che prevedeva l’introduzione dell’Imu agricola, è ora legge. Il testo, approvato già dal Senato, senza essere modificato durante l’iter a Montecitorio, ha avuto il via libera definitivo alla Camera, ottenendo 272 voti favorevoli che hanno battuto i 153 contrari e i 15 astenuti.

Un ulteriore tassa, dunque, per un settore in forte recessione e che di tutto avrebbe avuto bisogno oggi, tranne che di una legge che ha già fatto scattare una corsa alle vendite dei terreni.

Il testo introduce l’Imu sui terreni, ma salva quelli classificati come “montani”, mentre in quelli “parzialmente montani” risparmia i coltivatori e gli imprenditori agricoli, per essere applicata a tappeto infine in quelli non montani. Un provvedimento che prevede anche il pagamento della tassa per il 2014, per il quale gli agricoltori “ringraziano” il governo per aver concesso come termine di scadenza il 31 marzo per saldare senza interessi quanto dovuto, mentre ci saranno i rimborsi per coloro che hanno pagato ma non dovevano farlo.

Una legge che, come immaginiamo, non tarderà a far scoppiare polemiche su più fronti. E proprio le prime polemiche sono arrivate ieri da Roma dal Movimento 5 stelle che, riprendendo le parole della deputata Pd Sabrina Capozzolo (“L’introduzione dell’Imu agricola concorre alla copertura del bonus di 80 euro“) hanno così commentato l’introduzione della nuova legge: “Si è consumato stamattina, nell’aula di Montecitorio, l’assalto alla terra del governo Renzi, che con il decreto appena approvato costringerà migliaia di agricoltori a pagare una tassa ingiusta ed iniqua come l’Imu

Chi ne risentirà maggiormente, saranno sicuramente le regioni che fanno dell’agricoltura la base della propria economia. Come la Sicilia che, come ci ricorda il presidente della Confederazione Italiana Agricoltori Catania, Giuseppe Di Silvestro, ha nell’agricoltura il 60% del suo Pil.

Un decreto che – commenta Di Silvestro – andrà a bersagliare le eccellenze siciliane, mettendo in ginocchio moltissime aziende e azzerando totalmente gli investimenti. Una tassa che colpirà tutti, dal grande imprenditore al piccolo contadino, senza fare discriminazioni

Insomma, la ripresa per un settore già funestato da tasse e da ingiustizie (come quelle delle quote latte), sarà ancora più difficile, se non impossibile.

 

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