L’addio di Bronte al “suo” Turi Leanza

L’addio di Bronte al “suo” Turi Leanza

BRONTE – Un finale di 2015 triste per Bronte, che ha visto la morte di Salvatore Leanza, uomo politico di grande spessore.

“Turi” è morto lo scorso 31 dicembre all’età di 68 anni e oggi è stato ricordato da tutto il paese etneo nella chiesa madre.

A provocarne la scomparsa è stato un primo malore a luglio, che lo ha costretto a un trapianto di reni. I risultati, però, non sono stati quelli sperati e il suo fisico ne ha risentito, fino a quando ha subito un ulteriore duro colpo il giorno di Natale. Una forte polmonite, infatti, lo ha debilitato ancor di più, costringendolo al ricovero al Policlinico di Catania. Dopo alcuni giorni di battaglie, però, si è dovuto arrendere.

Leanza era un uomo colto, laureato in giurisprudenza e con una grande vena per l’imprenditoria. Nel 1980 ha fatto la sua apparizione nella scena politica brontese, diventando vice sindaco. L’anno dopo è entrato nell’Assemblea Regionale Siciliana. Negli anni ha continuato la sua scalata diventando assessore alla Cooperazione, Commercio, Artigianato e Pesca. Poi vice presidente. E, ancora, assessore ai Lavori Pubblici. Nel 2002 ritorna a casa e viene eletto sindaco di Bronte. Un ruolo che ha dovuto abbandonare dopo due anni e al quale non ha potuto più ambire, lasciando spazio al nemico di sempre: Pino Firrarello. Nonostante stessero agli antipodi, lo stesso Leanza lo ha sempre definito un uomo a cui Bronte dovrà sempre guardare con grande rispetto.

Oggi l’ultimo saluto a un uomo che ha segnato la vita politica del suo paese.

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