Arcidiacono (Articolo 4): “Sul diritto allo studio deriva etica”

Arcidiacono (Articolo 4): “Sul diritto allo studio deriva etica”

CATANIA – Sul tema della formazione professionale negata ai minori in obbligo scolastico si levano nuove voci di protestaNewSicilia.it in una precedente inchiesta ha affrontato il delicato tema e ha raccontato la battaglia, molto solitaria e isolata dalla politica regionale, del professor Piero Quinci.

Ogni mattina il professore si reca dinanzi al tribunale etneo per presentare la sua denuncia contro la Regione Siciliana, inadempiente in materia di istruzione professionale poiché non garantisce l’avvio dei corsi e provoca – di conseguenza – dispersione scolastica.

Sinora la politica isolana è rimasta sorda. I minori senza formazione e senza futuro non interessano a nessuno. A Catania l’eccezione è rappresentata dal consigliere di Articolo 4 Sebastiano Arcidiacono che, durante una seduta del consiglio, ha posto un’interpellanza in merito.

“A Catania ci sono circa 2.500 allievi minori in obbligo d’istruzione nella formazione professionale – spiega Arcidiacono – e anche quest’anno inizieranno le attività formative con intollerabili ritardi di parecchi mesi a causa del mancato finanziamento dei corsi da parte della Regione. Questo stato di cose favorisce surrettiziamente l’evasione dall’obbligo scolastico con pesantissime conseguenze sul fronte della tutela del diritto allo studio, unica modalità per evitare pericolosi fenomeni di devianza minorile”.

“Pensiamo al fatto – prosegue il consigliere – che se un genitore non manda il proprio figlio a scuola viene denunciato, mentre se la Regione è inadempiente non accade nulla”.

Arcidiacono ha proposto al sindaco di “chiedere l’intervento sostitutivo del governo anche attraverso un commissario ad acta che consenta ai ragazzi il diritto allo studio sancito dalla Costituzione” e se “il primo cittadino etneo non intenda denunciare la Regione per questa inadempienza”.

Lo scorso 29 settembre il sindaco ha incontrato nel Palazzo degli elefanti i rappresentanti dei Cobas Formazione Scuola-Lavoro, che rappresentano ottomila lavoratori in attesa degli stipendi da 14 ai 18 mesi, accompagnati dalla senatrice del Movimento Cinque Stelle Nunzia Catalfo.

Nel corso dell’incontro, avvenuto su input del consigliere Sebastiano Arcidiacono e al quale ha partecipato anche il consigliere Coppolino, i rappresentanti dei Cobas hanno parlato della necessità di dichiarare lo stato di crisi di un settore che provoca una dispersione scolastica di 3.500 giovani in Sicilia, di far ripartire il fondo di garanzia e di attivare tutte le procedure possibili “perché vengano rispettate le leggi regionali e nazionali per il recupero delle unità produttive”.

“È una situazione molto complessa e delicata – ha affermato il sindaco Bianco – sia dal punto di vista occupazionale, sia per quanto riguarda l’offerta scolastica. La Regione ha messo mano a un sistema che aveva evidenti criticità. Adesso però occorre affrontare i problemi che i lavoratori stanno denunciando. Chiederò agli altri colleghi sindaci siciliani di prendere posizione affinché al comparto vengano date risposte certe”.

“Ci stiamo abituando a convivere con questi problemi – ha concluso Arcidiacono – e questo non può che portare a una deriva etica”.

Commenti