ECG e certificazione medico-sportiva

ECG e certificazione medico-sportiva

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Nei primi giorni di questo mese di luglio, è stata pubblicata una risoluzione della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati riguardante la certificazione medica necessaria per potere svolgere attività sportive e l’eventuale soppressione dell’obbligo di far eseguire un elettrocardiogramma ( ECG ) da allegare al certificato. Ispiratore di questa risoluzione è il deputato del PD, On. Filippo Fossati, dell’Unione Italiana Sport-Uisp e la deputata, On. Donata Lenzi, anch’essa non medico.

Stranamente nelle interviste non si sono sentite le voci dei deputati medici, tranne quella del deputato, On. Giovanni Gelli, responsabile della sanità per il PD, solo dopo 2 settimane dalla approvazione. Le motivazioni che hanno portato i nostri deputati a partorire questa risoluzione sono essenzialmente queste: abbattere i costi sanitari ed evitare lunghe liste di attesa, che potrebbero danneggiare invece chi ha bisogno di accertamenti più rapidi. Quindi facendo paventare che richiedere un ecg a chi deve o vuole praticare un’attività motoria (sia ludica che sportiva) può creare inefficienze nel sistema sanitario.

Punto 2: far spendere soldi ai cittadini, in particolare in questi momenti difficili per l’economia nazionale, può dissuadere i poco abbienti e provocare aprioristicamente una discriminazione sociale. Punto 3: si vuole intravedere nella richiesta di accertamenti utili alla certificazione un atteggiamento alla tanto vituperata medicina difensiva che, oggi e a ragione, viene considerata una causa di sperpero dei fondi destinati alla sanità. Dal mio personale punto di vista, per fortuna tantissimi medici la pensano come me, ciò che viene affermato nella risoluzione è gravissimo e saturo di non conoscenze. Prima fra tutte la motivazione addotta sulle liste di attesa. Infatti l’ECG non è per definizione a carico del SSN, quindi niente esborso del SSN.

Poi non ho mai trovato un genitore che non sia stato disponibile o sia stato in disaccordo a fare eseguire un ECG ad un giovane che nella sua vita non ne aveva fatto uno (infatti la normativa vigente prevede un solo ecg sotto i 60 anni). Si deve tenere presente anche che l’abolizione della leva militare, quindi anche delle visite mediche, oggi non filtra più un certo numero di soggetti. È strano! In un momento in cui si parla di prevenzione e si spendono fiumi di denaro per screening, forse non tutti necessari, ecco una norma in controtendenza con affermazioni di decisori politici che si commentano da sole.

La necessità di educare a corretti stili di vita, tra cui il movimento, e la conoscenza dei propri limiti fisici deve essere sviluppata maggiormente, ma altrettanto serve che i decisori politici ascoltino pure la voce dei tecnici, prima di procedere a tagli, solo motivati da scopi demagogici o di propaganda.

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