Digiacomo (PD): “Telefonate tra clinica e 118 vomitevoli”

Digiacomo (PD): “Telefonate tra clinica e 118 vomitevoli”

PALERMO – Durissime le parole, rilasciate all’Ansa, del presidente della commissione Sanità all’Ars Pippo Digiacomo sulla vicenda della piccola Nicole. Il deputato dem ha dichiarato: “Ho ascoltato le conversazioni registrate delle telefonate tra la clinica Gibiino e gli operatori del 118, mi sono sentito male. Sono vomitevoli”.

“Vorrei che i genitori della bambina non ascoltassero mai queste conversazioni – aggiunge Digiacomo – ma purtroppo questo accadrà e immagino il dolore che proveranno. Non pensavo che tutto questo potesse succedere in Sicilia, terra di accoglienza e dal grande cuore”.

Digiacomo fa riferimento alle telefonate intercorse – subito dopo la nascita di Nicole – tra il pediatra Antonio DI Pasquale e il 118. Alcuni stralci della conversazione sono stati pubblicati dal Corriere della Sera.

L’operatore del 118 – allertato dalla clinica Gibiino per la ricerca di un posto in terapia intensiva neonatale per una crisi respiratoria – contattata tutte le strutture etnee alla ricerca di una disponibilità che però non trova.

Successivamente l’operatore chiama la Gibiino dicendo di aver trovato un posto a Ragusa e annuncia di mandare un’ambulanza. La risposta del medico della clinica è lapidaria: “No, andiamo con una ambulanza privata”.

Ma dopo tre minuti dalla clinica fanno sapere all’operatore del 118  che “date le condizioni della neonata, abbiamo deciso di non andare a Ragusa, ma di portarla comunque al Policlinico”.

Un’azione che il medico della Gibiino avrebbe dovuto comunque fare tempo prima. Dopo il diniego però arriva la retromarcia: il dottor Di Pasquale richiama il 118 e dice di andare a Ragusa spiegando che “la bimba aveva ripreso a respirare bene” ma probabilmente poi le condizioni si erano nuovamente aggravate.

Dopo un’ora e mezza circa l’ultima chiamata al 118 che annuncia la morte della neonata alle porte di Ragusa. 

Il ministro della Salute Lorenzin ha affermato che “a Catania non c’è la rete di emergenza” e sul caso di Nicole  ”c’è stata stata una cattiva comunicazione” del caso fra le parti. Il ministro è intervenuta durante la trasmissione Fatti Vostri su Rai2 e riferirà del caso oggi in Aula alla Camera.

Secondo il ministro “non è stato applicato il protocollo previsto, ed è l’applicazione del protocollo per le urgenze che fa la differenza tra vivere e morire”.

“Perché non c’era posto in ospedale? – ha detto Lorenzin – eppure i posti letto in Sicilia per terapia intensiva neonatale sono 114, 34 in più del valore previsto. Come mai erano tutti pieni? C’e’ quindi anzitutto un problema di appropriatezza del ricovero. Poi puo’ accadere che un bambino non viene trattato perché non c’e’ un posto letto? No, c’è tutta l’assistenza che prevede la rete dell’urgenza. L’ospedale chiama la rete dell’urgenza e arriva l’ambulanza con culla neonatale e neonatologo a bordo che tratta immediatamente il bimbo, lo stabilizza, poi si decide il trasferimento in un ospedale. A Catania non c’è la rete dell’urgenza. E’ prevista dal 2010, e’ stata rinviata dalla regione al 2014 e poi al 2015″.

 Intanto ha lasciato l’ospedale Cannizzaro di Catania la mamma di Nicole, Tania Laura Egitto, che ieri era stata ricoverata per dei dolori addominali e per un forte malore. La donna, accompagnata dalla sorella e dalla suocera, è uscita dal nosocomio in auto senza lasciare dichiarazioni.

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