Ambiente scolastico a Catania, provveditore: “Per un bilancio è presto. Sul clientelismo…”

Ambiente scolastico a Catania, provveditore: “Per un bilancio è presto. Sul clientelismo…”

CATANIA – Scuola: un diritto di tutti ma che porta con sé tanti problemi. Tutti ricordiamo la riforma della “Buona Scuola” e le polemiche, così come conosciamo alcune difficoltà legate all’ambiente scolastico nella città di Catania. 

Tutti elementi a cui bisogna prestare un occhio di riguardo e analizzarli in modo approfondito. E, tanto per cominciare, la cosa da fare sarebbe trarre un bilancio della riforma del governo Renzi fino ad oggi. Per far questo, ci siamo affidati all’occhio esperto del provveditore di Catania Emilio Grasso, in ruolo esclusivamente sul comune etneo dall’1 gennaio scorso, ma già titolare su Catania in contemporanea con la reggenza a Messina: “Forse è prematuro tirare le somme. Le scuole stanno cercando, non senza difficoltà, di adeguarsi alla legge”.

Una riforma che ha portato diversi cambiamenti anche in tema di assunzioni: fascia A, B e C hanno dato spazio a 1.100 posti di potenziamento. Ma, il ruolo del dirigente è quello che ha portato con sé maggiori polemiche, oltre allo spettro del clientelismo: “Il preside deve lavorare in sinergia con i docenti per ottenere dei buoni risultati. Anche lui, infatti, sarà valutato. Quindi non credo che ci sia rischio di clientelismo. Me lo auguro”.

Infine, un occhio di riguardo è rivolto all’edilizia e alla dispersione scolastica: “Il nostro obiettivo è quello di garantire la sicurezza ai ragazzi e al personale scolastico. Per il resto, con l’amministrazione ci stiamo concentrando molto in quei quartieri, come Librino, che hanno evidenti difficoltà nel settore dell’istruzione”.

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