Vescovi: riflessione su come cambia la famiglia in Italia

BAIDA (PA) – Concluso il 1° Seminario di studio dal titolo “L’esodo della famiglia nel tempo della crisi. Prospettiva antropologica”, che ha visto impegnati a Baida (PA) lo scorso fine settimana i vescovi di Sicilia, i membri della Segreteria Pastorale della CESi, i direttori regionali degli uffici, i rappresentanti dei presbiteri e della vita consacrata, del laicato e gli organismi pastorali collegati.

Mons. Carmelo Cuttitta, Presidente della Segreteria Pastorale, ha introdotto i lavori tracciando il percorso delle Chiese di Sicilia, iniziato nel post-Concilio e scandito dai convegni ecclesiali regionali.
La conferenza di apertura è stata affidata al prof. Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari che ha lavorato per oltre 15 anni come consulente e ricercatore libero professionista per enti pubblici e privati no profit su tematiche sociali. Dal 1990 collabora al Cisf (Centro internazionale studi famiglia) di Milano, dapprima come vice-direttore e dal 2000 come direttore.

Francesco Belletti1

“La situazione attuale della famiglia in Italia”, è il tema trattato nell’ottica sociale e in particolare nella dimensione antropologica, nei cambiamenti in atto.
“Tutte le società si fondano su pochi punti certi intorno ai quali fondare la convivenza civile, difficili tuttavia da individuare” – così il prof. Francesco Belletti, ha voluto stigmatizzare la pluralizzazione dei valori e il dibattito etico che ne consegue nelle società post-moderne –
La velocità del cambiamento, specie nella trasmissione dei saperi, provoca un terremoto, che continua a sconvolgere le gerarchie all’interno della società e le relazioni familiari al suo interno. Si delinea una deriva individualista, che relega la comunità e il bene comune in secondo piano. Si afferma un nuovo paradigma: “non sono io il custode di mio fratello” .

Il confronto con i dati del recente censimento fornisce uno spaccato della situazione italiana: dimagrimento della famiglia (massimo due figli), calo dei matrimoni (da 250.000 di 15 anni fa ai 200.000 di oggi), aumento dei matrimoni celebrati con rito civile (40% contro il 60%), 30% i figli nati fuori del matrimonio, 7 milioni di single, 2 milioni le famiglie che vivono con un solo genitore, 70.000 separazioni e 50.000 divorzi nell’ultimo anno, 1,4 i figli per ogni donna (il tasso di sostituzione è di 2,1), cambiamento della struttura demografica: pochi nati (500.000 l’anno) e molti anziani, strategia del rinvio. Il figlio nasce più tardi, 7.500 unioni di coppie dello stesso sesso (su 16 milioni).

Infine, è stata analizzata la questione antropologica.
“La relazione tra generatività e relazione tra i sessi è un tutt’uno con l’identità stessa della famiglia, ha affermato Belletti, questo è un dato certo”.

L’idea di famiglia legata al matrimonio esprime una responsabilità pubblica. L’istituto familiare è regolamentato dalla legge, l’amicizia anch’essa fondata sull’amore e la fedeltà, no. “Questo ci conferma – ha concluso Belletti – che la famiglia si definisce nelle sue relazioni con l’esterno, e ciò dice anche la sua rilevanza sociale”.

Paolo Buttiglieri

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