Verso una Fotografia di Confine, rassegna fotografica controcorrente

Verso una Fotografia di Confine, rassegna fotografica controcorrente

PALERMO – Dal 30 aprile al 25 giugno, ospitate dalla galleria XXS di via XX Settembre n. 13 a Palermo, verranno inaugurate cinque mostre fotografiche di altrettanti autori all’interno della rassegna “Verso una Fotografia di Confine ”.

Lo scopo della rassegna è presentare alla città una fotografia che aspira ad avere la piena legittimazione come forma di espressione artistica, che si spinge ai suoi limiti sfruttando strumenti che rimandano alla pittura o all’incisione. I cinque fotografi Anna Fici, Carlo Columba, Lorenzo Maria D’Acquisto, Giancarlo Marcocchi e Maria Cardamone si sono riuniti fondando il collettivo fotografico “Polpolessolab” che dà inizio alle proprie attività con questa esibizione un po’ provocatoria, quasi a suggerire che, anche a causa della sovrapproduzione di materiale fotografico agevolato dalle nuove tecnologie, per vedere riconosciuto il proprio valore artistico, la fotografia debba forse presentarsi in veste poco fotografica; un modo per arginare, rallentando e sperimentando, la crisi di orientamento e la ridondanza di contenuti negli scatti di massa mettendo l’accento sul ruolo interpretante della fotografia.

La prima mostra, dal 30 aprile (ore 19.00) al 12 maggio, sarà “Palermo Polaroid Art” di Anna Fici. Si tratta di ventidue originali Polaroid – da pellicole Image e SX70 – scattate tra il 2000 e il 2002 a Palermo e dintorni. Scatti unici sia perché ciascuno è stato inciso a mano durante lo sviluppo, sia perché le pellicole originali Polaroid da circa otto anni non vengono più prodotte. Alcune foto sono state acquisite digitalmente per essere stampate in digigraphie con un’attenzione particolare al risultato finale come “oggetto” d’arte. Seguirà, dal 14 al 26 maggio, “Habitat” di Carlo Columba.

La sua selezione – come dice l’autore – “propone un punto di vista in soggettiva di ipotetici progenitori della specie Homo, delle scimmie ciarliere che vivono la natura e gli alberi in particolare, non come ostacolo ma come compagni e mezzo di spostamento d’elezione”, il tutto reso con uno sviluppo etereo e anti-descrittivo.

Dal 28 maggio al 9 giugno sarà la volta di “Rivugghio” di Lorenzo Maria D’Acquisto. Una mostra incentrata sul tumultuare, l’agitarsi del mare e il suo paragone con l’uomo che come un onda può essere potente e inutilmente distruttivo per poi acquietarsi in una carezza. Gli scatti, tutti in bianco e nero su carta chimica e dai contrasti estremi, sono stati realizzati sul litorale di Porticello.

A seguire, da giorno 11 fino al 23 giugno, Giancarlo Marcocchi metterà in mostra “Milano in Polaroid” il suo primo lavoro in materiale Polaroid manipolato in fase di sviluppo. Realizzato sul finire degli anni Novanta, presenta la città nel suo rapporto con la pubblicità; in diciannove immagini, nel formato 10×10 cm, racconta la “milanesità” di quegli anni che già prefiguravano il tramonto del clima sociale che aveva caratterizzato la Milano da bere degli anni Ottanta. Chiuderà la rassegna, dal 25 giugno al 7 luglio, “Penultimo paesaggio in fondo” di Maria Cardamone, un progetto fotografico realizzato tra Italia e Gran Bretagna.

L’autrice rinuncia all’oggettività di una visione nitida e descrittiva ed rende il suo ruolo interpretativo attraverso doppie esposizioni, mosso, effetti fantasmagorici. Continuamente riscritto dallo stesso osservatore, il paesaggio non può essere mai definitivo, ma perennemente il penultimo. Il progetto è stato scattato in pellicola formato 120mm con macchina fotografica Lomo (Diana).

Davide Bologna

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