Splendori di Catania: una conferenza sui tesori di Sant’Agata

Splendori di Catania: una conferenza sui tesori di Sant’Agata

SAN GIOVANNI LA PUNTA – Venerdì 29 gennaio alle ore 19,30 nella Chiesa Madre di San Giovanni La Punta si terrà una conferenza su “Il tesoro di Sant’Agata- Devozione e arte”. Ad esporre il meraviglioso capolavoro il relatore, Ugo Longobardo, manutentore del Tesoro di Sant’Agata.

Il busto reliquiario di Sant’Agata è uno dei più importati tesori dell’arte tardo medievale siciliana, catanese soprattutto, e gli ori che ricoprono consentono di ripercorrere la storia dell’oreficeria e delle arti applicate come in un catalogo.

Sin dal 1376 la testa e il torace di sant’Agata sono custoditi in un prezioso reliquiario d’argento lavorato finemente a sbalzo e decorato con ceselli e smalto. Ha l’aspetto di una statua a mezzo busto, con l’incarnato del volto in fine smalto e il biondo dei capelli in oro, in realtà, però, è un raffinato forziere, cavo all’interno, in cui sono custodite le reliquie della testa, del costato e di alcuni organi interni.

L’allora vescovo di Catania, un benedettino francese oriundo di Limoges, l’aveva commissionato in Francia, nel 1373, all’orafo senese Giovanni Di Bartolo, attribuzione fatta per la prima volta dal Mutzh che nel penultimo decennio dell’ottocento stava studiando i documenti avignonesi.

La devozione dei fedeli arricchisce continuamente di gioielli, ori e pietre preziose la finissima rete che ricopre il Busto. Tra gli oltre 250 pezzi che a più strati ricoprono il reliquiario, alcuni sono doni di particolare valore. La corona, un gioiello di 1370 grammi tempestato di pietre preziose, fu, secondo una leggenda (comunque smentita più e più ma che attrae il folklore catanese) un dono di Riccardo I d’inghilterra il famoso “Cuor di Leone”, di passaggio in Sicilia nel 1190, durante la crociata.

La regina Margherita di Savoia, nel 1881, offrì un prezioso anello, mentre il vicerè Ferdinando Acugna una massiccia collana quattrocentesca. Vincenzo Bellini donò alla patrona della sua città un riconoscimento che era stato dato a lui: la croce di cavaliere della Legion d’Onore.

Anche papi, vescovi e cardinali negli anni hanno arricchito il tesoro di sant’Agata di collane e croci pettorali, oggetti preziosi che si aggiungono ai tantissimi ex voto che il popolo catanese continua a offrire alla. Nella stessa data in cui fu realizzato il Busto, gli orafi di Limoges eseguirono anche i reliquiari per le membra: uno per ciascun femore, uno per ciascun braccio, uno per ciascuna gamba. 

L’orafo catanese Ugo Longobardo parlerà dei restauri al busto e ai gioielli, la loro storia, che come abbiamo visto ripercorrono la storia di Catania, e soprattutto di Sant’Agata a pochi giorni dai festeggiamenti in suo onore.

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