Tra prassi e tradizione, il rito del falò, vero protagonista della notte di ferragosto

Tra prassi e tradizione, il rito del falò, vero protagonista della notte di ferragosto

Ferragosto è ormai entrato nel vivo: è cominciata quella che viene considerata l’ultima festa dell’estate, in cui poter divertirsi spensieratamente prima di ritornare alla solita routine.

Una festa, che presenta, come molte altre, alcuni stereotipi. Tra questi non possiamo non ricordare il falò, vero protagonista della sera del 14 agosto. In molti si chiedono da dove derivi l’usanza di accendere un grande fuoco: oggi cercheremo di spiegarlo.

Gli elementi che fanno da padrone la vigilia del 15 sono due: l’acqua e, appunto, il fuoco. Il primo è riconducibile al fatto che, solitamente, il ferragosto si passa a mare, nelle spiagge, dove vengono accesi questi grandi fuochi. L’origine dell’usanza dei falò è da ricercare all’interno di un rituale magico-religioso, probabilmente di derivazione romana.

I falò di mezz’agosto hanno l’obiettivo, secondo la tradizione, di scacciare le forze malvagie che si aggirano indisturbate e ritardare l’ingresso della nuova stagione: l’autunno. Il valore del fuoco, in tutta la tradizione antica che va dai Greci e passa poi anche per i Romani, ha un doppio valore: purificatorio e catartico da una parte; di aggregazione dell’altra. Ci si riunisce tutti insieme attorno a esso, per dare libero sfogo ai propri pensieri e per stare in compagnia.

In tal senso assume grande importanza anche la spiaggia e il classico bagno di mezzanotte, con il quale si dà il benvenuto all’ultima vera “festa” estiva.

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