Madre Snatura in mostra al Parco dell’Etna

Madre Snatura in mostra al Parco dell’Etna

CATANIA – Venerdì 13 novembre, al Parco dell’Etna, sarà inaugurata la mostra di foto e video dal titolo Madre Snatura di Elvira Fusto, basata su immagini e temi tratti dall’omonima installazione umana.

Quando l’arte diventa l’unico modo per toccare le corde più intime dell’animo umano e per far riflettere sui problemi che crescono proprio sotto i nostri occhi, nascono opere d’arte come questa: ventotto donne seminude, disposte lungo una delle tante discariche dell’Etna a gruppi di sette, tra pneumatici, materassi, carcasse di lavatrici e televisori, rifiuti organici, vetri ed eternit, col corpo strozzato da un filo elettrico nero, tenuto stretto tra i denti delle modelle.

I loro volti, dipinti da un’equipe di ben quattordici pittori esperti, richiamano quelli degli animali che vivono sull’Etna, tra cui l’istrice, il gufo, l’aquila reale, il falco, la vipera, il riccio e la volpe. Ed è proprio la volpe l’animale che ha ispirato Elvira Fusto: “L’idea mi è venuta quattro anni fa, quando ho visto una famiglia di volpi, alla Galvarina, che rovistavano tra la spazzatura, vicino ai cassonetti, e allora mi sono chiesta: cosa posso fare io per l’Etna?”.

L’intento dell’artista è quello di rappresentare la fragilità di Madre Natura davanti ai grandi errori umani, fragilità rappresentata dai corpi magri delle modelle che posano in mezzo alla spazzatura. 

“Madre Snatura è 100% responsabilità, afferma Elvira Fusto, che attraverso la sua installazione non vuole tanto lanciare un messaggio morale, quanto invitare a una riflessione sulla responsabilità delle azioni di ognuno di noi.

L’artista propone un percorso interiore che possa scuotere l’animo dello spettatore e destabilizzarlo, rendendolo cosciente di ciò che ha attorno.

Due sono le figure simboliche presenti sulla scena: un triangolo e un quadrato, rispettivamente la piramide (il divino che c’è in ogni essere) e il tetragono (la stabilità di ogni essere quando vive nel rispetto del sé). Ma l’artista si rifiuta di dare una rigida interpretazione dell’opera, proprio perchè spera che per ognuno sia una continua scoperta e un viaggio spirituale.

La mostra si compone di un video, un breve film sulla genesi di Madre Snatura, che ci riporta alle origini del rapporto con la montagna e alle affezioni primordiali con la natura, e di alcune foto, che offrono una sintesi poetica del lungo racconto e ci mostrano nel dettaglio gli aspetti più suggestivi del lavoro compiuto dall’artista, dove non mancano riferimenti al mondo del cinema e dell’arte e, in particolar modo, della pittura.

Assolutamente significativa ed esplicativa la premessa di Madre Snatura: “L’Etna non è solo dei siciliani, è talmente imponente e magnifico che è degli italiani, degli europei e del mondo“.

La mostra resterà aperta dal 13 al 29 novembre tutti i lunedì, martedì, giovedì e venerdì dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 9 alle 18, domenica dalle 9 alle 13.

 

 

 

 

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