Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

PALERMO – La festa del papà è una festa estremamente sentita, una di quelle che ogni anno rimane sempre la stessa, con le sue emozioni, il suo fascino e quel trasporto che riesce a dare sempre e comunque in maniera soggettiva da persona a persona.

Eh sì… perché i papà restano papà tutta la vita. Non si è mai grandi di fronte al proprio genitore, anche quando tocca a noi recitare questa tanto impegnativa parte.

Ma quand’è stata ufficializzata questa festa? E come la festeggiano all’estero?

La festa fu documentata la prima volta il 5 luglio 1908 a Fairmont in una delle tante chiese metodiste della Virginia West. Ma a chiederne una repentina ufficializzazione fu invece Sonora Smart Dodd, che ispirandosi ad uno dei sermoni ascoltati per la festa della mamma nel 1909, ne organizzò una per la prima volta datata in giugno, mese in cui era nato il padre, veterano partecipante alla guerra di secessione americana.

Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

Come si è arrivati allora a festeggiarla a marzo? In Italia è stata una scelta dovuta al fatto di volerla conciliare con la festa dedicata a San Giuseppe, padre putativo di Gesù Cristo; nonostante ciò è comunque vista ed attuata in maniera differente da paese a paese; in Russia ad esempio, si celebra il giorno in cui vengono ricordati sì i padri ma in altre vesti, ovvero come difensori della patria. In Corea del sud invece si attua l’8 maggio, giorno in cui tra l’altro vengono celebrati entrambi i genitori. 

Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

Festa del papà: tradizioni siciliane e non, alla scoperta delle origini

Ma ritornando in Italia, quello che la festa porta con sé sono certamente tante tradizioni legate per lo più alla consumazione di dolci, che variano a seconda delle diversi parti in cui ci si trova. I più famosi sono le zeppole di San Giuseppe, tipiche del nostro territorio. Pochi però sanno il significato che vi si cela dietro. Queste sono infatti l’emblema di uno dei momenti che attraversò il Santo che, per mantenere la famiglia durante la fuga in Egitto con Maria e Gesù, si trovò costretto a vendere frittelle. 

In territorio siciliano oltre a degustare tali prelibatezze si invitano i poveri a pranzo. In campagna invece si bruciano pezzi di terreno incolto nei campi agricoli ed in molte piazze si accendono dei falò, in onore ed in ricordo della stagione invernale.

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