Secondo Colloquio del Mediterraneo a Palermo: un futuro di pace per i giovani

Secondo Colloquio del Mediterraneo a Palermo: un futuro di pace per i giovani

PALERMO – Si svolgerà a Palermo, giovedì 15 e venerdì 16 Ottobre, nella sala delle Capriate di Palazzo Steri (Piazza Marina 61 – Palermo), il secondo Colloquio del Mediterraneo promosso dall’Istituto di Scienze sociali “Nicolò Rezzara” di Vicenza, in collaborazione con l’Università di Palermo.

“Religioni, pluralismo, democrazia: le attese dei giovani del Mediteraneo”, questo il titolo dell’evento organizzato dall’Istituto vicentino che, ormai da cinquant’anni, è impegnato nello studio dei problemi internazionali e, inoltre, ha ideato delle “Cattedre” per porsi in ascolto e dialogo con i Paesi del Mediterraneo (Cattedra di Agrigento-Palermo) e dei Balcani (Cattedra di Bari), e costruire assieme un futuro di pace per le giovani generazioni.

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Il giorno di apertura, giovedì 15 ottobre, inizierà con i saluti del rettore dell’Università di Palermo Roberto Lagalla e delle autorità civili e religiose.

Il secondo giorno, invece, venerdì 16 ottobre, sarà soprattutto “didattico” e coinvolgerà i giovani che, attraverso gruppi di studio, hanno lavorato tutto l’anno per poter aggiungere contributi significativi alla discussione.

Mons. Dal Ferro ha così spiegato l’evento: “Il primo Colloquio della Cattedra siciliana si svolse nell’ottobre 2013. L’input fu il documento di Barcellona, firmato nel 1995 dagli Stati rivieraschi, che sanciva l’impegno di fare del Mediterraneo uno spazio comune di pace, stabilità, prosperità e libero scambio, attraverso il rafforzamento del dialogo politico e sulla sicurezza, la cooperazione economica e finanziaria, e quella sociale e culturale. Nel 2011, poi, ci furono le primavere arabe, che evidenziarono le speranze dei giovani. Decidemmo, perciò, di lavorare sull’idea di un Mediterraneo “ponte” di pace e di dialogo fra i continenti. Cominciammo, così, ad intrecciare rapporti con alcune élites culturali di Paesi diversi, mediterranei ed europei, allo scopo di elaborare un pensiero socio-politico comune, orientato a finalità di convivenza pacifica e di collaborazione. Purtroppo, negli ultimi due anni la situazione è precipitata. Attorno al cosiddetto Mare Nostrum, risuonano venti di guerra e massacri inauditi. Ciò chiede di rafforzare il progetto, riflettendo su uno dei temi problematici, ovvero il ruolo della politica e delle religioni, con un occhio di riguardo al Medio Oriente, per secoli caratterizzato dalla convivenza pluralistica, e oggi totalmente destabilizzato da conflitti di cui non si vede la fine. Per questo, attorno al tavolo, il 15 ottobre, siederanno esponenti di alcuni dei Paesi in questo momento maggiormente afflitti da atroci conflittualità”. 

 

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