Castello di Maredolce vince Premio Scarpa 2015. Omaggio alla Palermo normanna

Castello di Maredolce vince Premio Scarpa 2015. Omaggio alla Palermo normanna

PALERMO – Questa mattina alle 10,30, all’interno del Palazzo di Maredolce, prenderanno il via due giorni di studi, per premiare, scoprire e amare, non solo il Palazzo ma soprattutto la storia di Palermo e del Mediterraneo.

Il Castello di Maredolce è il vincitore del Premio Carlo Scarpa per il giardino 2015: il Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso, all’unanimità, di dedicare la ventiseiesima edizione del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino a Maredolce-La Favara per la testimonianza tangibile e preziosa di ciò che è stato il paesaggio nella civiltà araba e normanna in Sicilia.

Si trova in una delle zone di Palermo più martoriate, abbandonate, dimenticate, salvo poi riemergere solo per fatti di cronaca, la mafia dei giardini, le raffinerie di eroina o per l’estremo sacrificio di sorridenti eroi, come Padre Pino Puglisi. Parliamo di Brancaccio. Un quartiere che nasconde, in un intricato dedalo di casupole, di bancarelle, di piccole botteghe,  questo maestoso, bellissimo e, spesso, scomodo, testimone dell’eredità normanna: il palazzo di Maredolce – La Favara. 

Palazzo di Maredolce

Edificato nel 1071 per volere di Ruggero II che, secondo il primo riferimento testuale sull’esistenza dell’edificio, il Chronicon sive Annales di Romualdo Salernitano, avrebbe riadattato ai suoi scopi un palazzo preesistente, appartenuto all’emiro Giafar al-Kalbi II nel X secolo, il palazzo fu chiamato “sollazzo” per indicare non solo il diletto del giardino, dell’acqua o della caccia, ma anche quello che proviene dall’incontro tra culture diverse – bizantina, araba, normanna – nell’architettura, negli stili di vita e nel paesaggio, nel confronto di idee con i sapienti del tempo. Tutto questo a Palermo, nella grande isola al centro del Mediterraneo, luogo d’incontro tra le diversità biologiche e culturali di tre continenti.

Per molto tempo dimenticato nella descrizione topografica, sfigurato nella sua riconoscibilità, scomparso nella percezione degli abitanti, Maredolce sopravvive in tempi recenti alle sue peggiori vicende, che hanno visto la manomissione dei suoi spazi superstiti e l’erosione del suo contesto vitale.  Nell’arco della seconda metà del secolo XX, il luogo sarà risucchiato dall’espansione della città e avvolto nel silenzio. Nel palazzo e nel suo intorno, gli spazi e le testimonianze ancora presenti sono stati di recente oggetto di indagine storica e di restauro; Maredolce inizia a svelarsi come un luogo nel quale riconoscere il passo della propria cultura, una ritrovata attitudine verso il paesaggio, una prospettiva di futuro.

In occasione della premiazione sarà presentato il documentario “Il castello di Maredolce” dell’architetto Gaspare Mannoia, che ricostruisce la storia e la struttura originaria del “giardino”.

Il Premio Carlo Scarpa, premiando Maredolce, guarda a una possibile riconciliazione tra la vita di un quartiere e una lungimirante visione di una città che, in questa parte del suo territorio, riconosca i segnali di una pacificazione tra le contraddizioni di uno sviluppo recente e la presenza viva dei suoi paesaggi superstiti. 

 

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