“Su Veronica mancano certezze”. Ecco il ricorso della madre di Loris

“Su Veronica mancano certezze”. Ecco il ricorso della madre di Loris

SANTA CROCE – Il tribunale del riesame ha confermato il carcere per Veronica Panarello, la madre di Loris Stival – il bimbo ritrovato morto in un canalone lo scorso novembre -, e adesso l’avvocato Francesco Villardita presenterà ricorso in Cassazione.

“Per giustificare la misura cautelare – spiega Villardita alle agenzie – il tribunale ha formulato una serie di congetture non suscettibili di verifica empirica e non affidabili perché basate sull’equivalenza tra una sorta di mendacio ricavato da un ragionamento forzatamente colpevolista e i gravi indizi di colpevolezza”.

Nel ricorso, il legale sostiene che “manca la certezza della gravità indiziaria, cioé l’oltre ogni ragionevole dubbio”. La motivazione del riesame, sostiene il difensore della donna, è viziata da “illogicità e contraddittorietà” perché il giudice avrebbe “ignorato gli argomenti addotti dalla difesa e per avere travisato gli elementi di prova acquisiti, omettendo di prendere in esame i risultati delle investigazioni difensive favorevoli all’indagata, a volte travisandone il contenuto ed omettendo di valutare le consulenze di parte soprattutto in quelle parti che risultano esiziali per la tesi accusatoria”.

Inoltre, il difensore di Veronica Panarello rileva una “carenza di motivazione relativamente all’insussistenza delle esigenze cautelari e all’adeguatezza della misura della custodia in carcere”.

L’avvocato si è basato sulle perizie del professore Balossino che ha esaminato le immagini delle telecamere di sorveglianza che inchioderebbero, secondo l’accusa, la sua assistita.

Nel ricorso in Cassazione si legge che “non poteva affermarsi che Panarello Veronica non avesse accompagnato il figlio a scuola” e che “dopo essere uscito assieme alla madre e al fratellino si rilevava come dalle telecamere non si poteva neanche parlare di compatibilità in ordine al fatto che Loris sia rientrato subito dopo a casa per le motivazioni di ordine tecnico che sono state espresse e rappresentate dalla prodotta consulenza tecnica” di Balossino.

Il perito eccepisceche non si poteva neanche lontanamente ritenere che la signora Panarello, uscita di casa e dopo avere percorso la strada comunale 35 in direzione di Punta Secca, avesse imboccato la strada poderale in direzione del Vecchio Mulino”.

Gran parte delle ricostruzioni della difesa della mamma di Loris si basano sul cosiddetto “allineamento” delle telecamere di videosorveglianza che non darebbero una ricostruzione esatta dei percorsi di quella mattina.

Contestata anche l’autopsia, in ordine sia all’ora del decesso, sia alla compatibilità delle fascette stringi cavo con le ferite riscontrate.

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