Terrorismo, Orlando: “Ampia disponibilità per il trasporto e il seppellimento del cooperante Lo Porto”

Terrorismo, Orlando: “Ampia disponibilità per il trasporto e il seppellimento del cooperante Lo Porto”

PALERMO – Sarà scelta oggi l’impresa a cui la famiglia Lo Porto affiderà il trasporto della salma di Giovanni, cooperante italiano rimasto ucciso in Afghanistan, nella sua Palermo. A darne annuncio è stato stamattina il sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando.

La dichiarazione del primo cittadino fa seguito ad una lunga serie di polemiche: i familiari della vittima infatti hanno più volte affermato che i fondi messi a disposizione dal Comune di Palermo per riportare a casa la salma di Giovanni sono in realtà insufficienti a garantire la conclusione delle operazioni; a parere del fratello DanieleI 2.000 euro messi a disposizione dal Comune non bastano“.

Leoluca Orlando, insieme all’assessore alla partecipazione Giusto Catania hanno quindi replicato: “Siamo stupiti dalle dichiarazioni di Daniele Lo Porto, il Comune di Palermo ha dato l’immediata disponibilità al trasporto e al seppellimento della salma di Giovanni Lo Porto, tanto che il sindaco ha già firmato un’ordinanza con cui si dispone il trasporto e l’individuazione di un loculo al cimitero dei Rotoli. Dopo aver ricevuto il nulla osta dalla procura di Roma, giunto venerdì scorso, abbiamo avviato le regolari procedure di gara per individuare la ditta funebre. Non abbiamo alcun problema di natura economica per effettuare tale attività e abbiamo già manifestato alla famiglia Lo Porto tutta la nostra disponibilità al fine di definire tempi e modi di seppellimento del giovane cooperante palermitano“.

La storia di Giovanni Lo Porto ha commosso e suscitato implacabili polemiche. Il giovane cooperante, partito per una missione in Afghanistan, è stato rapito nel gennaio del 2012. Lo scorso aprile poi è stato ucciso da un drone militare americano. Giovanni Lo Porto in quell’occasione ha avuto la sfortuna di trovarsi nell’aria d’azione dei soldati americani, intenti a portare a termine un raid contro Al Qaeda. Dalla data della morte all’agosto di quest’anno il corpo del poveretto è rimasto in attesa di sepoltura nelle celle frigorifere di un obitorio romano.

Soltanto tra pochi giorni, superate le avversità burocratiche ed economiche che sempre si accompagnano a questo genere di tragedie, Giovanni Lo Porto troverà finalmente una degna sepoltura.

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