Spalla a spalla con il fratello, poi il dominio a Catania e non solo: l’ascesa di Andrea Nizza

Spalla a spalla con il fratello, poi il dominio a Catania e non solo: l’ascesa di Andrea Nizza

CATANIA – Una “formazione” con il fratello e l’ascesa all’interno del clan Nizza, fino a diventarne il capo. Poi, la latitanza.

Una fuga per non scontare 56 anni di carcere e non pagare per i suoi rapporti con la malavita, tanto da avere rapporti con un gruppo criminale operante tra Catania, Albania e Grecia. Una latitanza durata quasi tre anni, dato che non si avevano sue notizie dal 2014, a causa dei buoni rapporti con la famiglia mafiosa dei Santapaola. È questa la sintesi della descrizione di Andrea Nizza.

Una crescita all’interno del mondo criminale fatta osservando e affiancando il fratello maggiore, Fabrizio, con il quale si occupava di raccogliere i soldi per mantenere i detenuti e con cui divideva i guadagni. Ed è stata proprio la sua “spalla” a raccontare numerosi dettagli utili a incastrarlo.

Loro, infatti, pagavano le spese legali, ma anche tutti gli scagnozzi. Questo grazie al provento del commercio di droga. Una lenta ascesa che, nel tempo, gli ha consentito di assicurarsi prima una piazza di spaccio in viale Moncada nel 2005, poi di una viale Bummacaro. La merce arrivava direttamente dall’Albania. Ma non solo. La droga era solo una delle tante attività criminali di cui si occupava Andrea Nizza.

Grazie ai suoi legami, infatti, era dedito a controllare anche tutte le altre attività mafiose, come estorsioni, armi e altro. Tra le altre accuse, Nizza è stato condannato in primo grado per omicidio pluriaggravato.

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