Sit-in Myrmex: “Distruzione di un’eccellenza catanese”

Sit-in Myrmex: “Distruzione di un’eccellenza catanese”

CATANIA – La “distruzione” di un’azienda di eccellenza nel campo della ricerca tecnologica nel campo farmaceutico: questo rappresenta la decisione della Myrmex di mandare a casa i dipendenti.

Questa mattina, davanti la prefettura di Catania, c’è stata una nuova protesta dei lavoratori e dei sindacati, con l’obiettivo di riuscire ad aprire un tavolo tecnico per salvare l’azienda.

La notizia era stata resa nota qualche settimana fa, anche se la mobilità per i circa 70 dipendenti sarebbe dovuta scattare a febbraio, mese in cui sarebbe scaduta la cassa integrazione. Invece, la Myrmex ha deciso di anticipare i tempi, nello stupore di tutti. 

Ragion per cui si è alla disperata ricerca di investitori per salvare non solo i dipendenti, ma anche quella che è una delle eccellenze nel campo della tecnologia a Catania e, più precisamente, da Napoli in giù.

Qualche tempo fa si erano fatti avanti due potenziali investitori, ma alla fine tutto si è fermato. A spiegare meglio la situazione è il segretario confederale Cgil Margherita Patti: “Abbiamo sempre avuto grandi aspettative. Due imprenditori, di cui uno di spessore internazionale, hanno visto il sito e sembravano interessati. Si è aperto un tavolo ma non abbiamo avuto più notizie. E nel frattempo è arrivato lo sgambetto dell’azienda. Chiediamo di riaprire le trattative il prima possibile. È un delitto industriale”.

Duro anche il segretario generale Cgil Giacomo Rota, che ha definito uno “scempio” la decisione di procedere in questo modo: “Qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità, non si possono mandare a casa dei lavoratori altamente qualificati e far chiudere una delle eccellenze nel campo della tecnologia farmaceutica”.

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