Il sindaco Orlando incontra la famiglia Lo Porto e attacca: “Riportiamo la salma in Italia”

Il sindaco Orlando incontra la famiglia Lo Porto e attacca: “Riportiamo la salma in Italia”

PALERMO – Una visita di cordoglio che non poteva mancare e una conversazione che ha fatto emergere tutta la sofferenza dei familiari di Giovanni Lo Porto. Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, ieri ha incontrato i parenti del trentanovenne, vittima di un raid statunitense in Pakistan.

Da qui, la richiesta del primo cittadino del capoluogo siciliano al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi di attivarsi affinché venga fatta giustizia. Ma, prima ancora, la richiesta che si faccia qualcosa per riportare in Italia la salma della vittima.

Lo Porto stava facendo volontariato nella provincia pachistana di Khyber Pakhtunkhwa, al confine tra il Pakistan e l’Afghanistan. Più precisamente si trovava nell’area del Panjub, dove costruiva alloggi di emergenza, quando nel 2012 fu sequestrato da quatto uomini. Con lui anche lo statunitense Warren Weinstein. Da allora non si ebbero più notizie, fino all’attacco anti-terroristico americano che gli tolse la vita e che ha portato il presidente degli USA Barack Obama a scusarsi pubblicamente. 

“Non si può – spiega Orlando – privare di una degna sepoltura un ragazzo che ha portato nel mondo certi valori e che si è sempre battuto per la pace e la giustizia sociale. Per questo chiederò alle istituzioni di attivarsi affinché il suo corpo venga riportato in Italia e possa essere ricordato dai suoi cari”. Inoltre, aggiunge il sindaco di Palermo “chiederò che si istituisca una commissione d’inchiesta per accertare la verità e mostrare solidarietà alla famiglia Lo Porto”.

Nulla restituirà la vita a Giovanni, ma il rispetto verso ciò che ha fatto a la sua famiglia sembra il minimo che si possa e debba fare. 

Foto: pagina facebook “Vogliamo Giovanni Lo Porto libero” 

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