Scandalo Crocetta. Tutino: “Invenzione frutto di dossieraggio. Sono addolorato per Lucia Borsellino”

PALERMO –Invenzione frutto di dossieraggio. Sono addolorato per Lucia Borsellino“, così Matteo Tutino, medico di Rosario Crocetta, ed i suoi legali commentano le ultime intercettazioni telefoniche che il giornale “L’Espresso” ha attribuito al chirurgo plastico.

Continuano ancora i legali di Matteo Tutino: “Il nostro assistito ribadisce ancora una volta come la terribile e sconvolgente frase nelle intercettazioni pubblicate dall’Espresso, nel senso inquietante dato alla stessa, non esista e non poteva esistere perché non è stata mai profferita ed è purtroppo con rassegnazione che dobbiamo prendere atto che è un’invenzione frutto del dossieraggio per motivi politici“.

Le intercettazioni tirate in ballo dai legali di Matteo Tutino, qualora se ne riuscisse ad accertare l’esistenza, metterebbero il medico ed il presidente della Regione Rosario Crocetta in una posizione alquanto scomoda e, quanto meno, politicamente scorretta: durante una telefonata infatti, almeno secondo l’Espresso, il medico si sarebbe lasciato sfuggire la frase: “Lucia Borsellino dovrebbe fare la fine del padre. La Borsellino va fatta fuori, come suo padre“. Rosario Crocetta, il quale a sua volta ha negato l’esistenza di questa conversazione o, quanto meno di aver sentito Matteo Tutino pronunciare queste parole, avrebbe ascoltato in silenzio le idee del chirurgo. Il presidente ha poi commentato: “Oggi mi hanno ammazzato. Ma quanto è potente questa mafia che mi vuole fare fuori? Avrei potuto anche farla finita oggi.

Lo scoop avrebbe comunque dato origine a provvedimenti di autosospensione di Rosario Crocetta. La verità per quanto riguarda questa intercettazione resta comunque avvolta nel mistero: se la Procura di Palermo ha più volte smentito l’esistenza di questo file, l’Espresso assicura che lo stesso “Esiste ed è già stato secretato. L’intercettazione, affermano i giornalisti, sarebbe stata archiviata nel grosso fascicolo che interessa le indagini relative all’ospedale  Villa Sofia e sarebbe stata pronunciata nel 2013“.

Qualcuno ha visto in questo scoop una manovra politica atta a “togliere di mezzo” Rosario Crocetta, altri hanno quanto meno ritenuto strano che alcune tra le più alte cariche dello Stato si siano a lungo soffermate su tali dichiarazioni, dandogli un peso che sicuramente una frase non pronunciata non meriterebbe. Ognuno quindi tragga le sue conclusioni.

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