Sant’Agata, il “nuovo corso” della vara. A tu per tu con Claudio Consoli che spegne le polemiche

Sant’Agata, il “nuovo corso” della vara. A tu per tu con Claudio Consoli che spegne le polemiche

CATANIACatanese doc, 35 anni, gestore di un centro scommesse. Ecco il volto del nuovo capo vara, Claudio Consoli, responsabile del fercolo di Sant’Agata durante la processione del 4, 5 e 6 febbraio prossimi. Consoli, che prende il posto di Claudio Baturi, è stato presentato alla città lo scorso 27 dicembre dopo essere stato eletto dall’Arcidiocesi congiuntamente col Comune di Catania. Lo abbiamo incontrato e conosciuto meglio per Voi.

Claudio Consoli, quando é diventato devoto di Sant’Agata e perché?

Sono diventato devoto di Sant’Agata a otto anni, è da quella età che indosso il sacco, in seguito ad una grazia ricevuta”.

Cosa rappresenta Sant’Agata per lei?

Sant’Agata è per me innanzitutto una protettrice. È colei che intercede per me attraverso il Signore e, di anno in anno, è diventata parte integrante della mia vita… insomma, Sant’Agata la vivo tutto l’anno, sia attraverso il Circolo cittadino Sant’Agata e la frequenza quotidiana della Basilica Collegiata, sia attraverso il lavoro che si svolge in cattedrale durante l’anno”.

Sotto la sua responsabilità saranno apportati cambiamenti alla festa o finora, secondo lei, tutto é stato organizzato per il meglio?

Sotto la mia responsabilità non cambierà nulla. Grandi cambiamenti sono stati già apportati dal mio predecessore nel passato triennio, quindi si svolgerà tutto sulla linea della continuità”.

Non sono pochi quelli che hanno accolto il cambio del capo vara come una scelta politica e non come una decisione condivisa da chi fa parte dei circoli agatini. Cosa si sente di rispondere?

La scelta del capo vara non è legata a questioni politiche e neanche ai circoli o alle associazioni agatine, dunque il problema non esiste. Prima c’era un regolamento diocesano ed ora c’è un accordo tra Diocesi e Comune”.

Ogni anno le solite polemiche per gli orari non rispettati, qual è la sua opinione?

Si notano sempre più devoti che indossano il sacco più per moda che per fede, che ne pensa?

Il sacco non è un abito che si porta per moda, ha un valore profondo, è espressione di devozione e cristianità, chi lo porta soltanto come “l’abito della festa” rischia di trascendere nell’idolatria, nel fanatismo. I ragazzi dovrebbero ricordare che il sacco va indossato con rispetto e devozione autentica, consapevoli di essere prima devoti di Cristo e poi di Agata”.

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