Il saluto del procuratore Salvi alla stampa e all’avvocatura: “È stata un’esperienza appassionata, mi spiace andar via”

Il saluto del procuratore Salvi alla stampa e all’avvocatura: “È stata un’esperienza appassionata, mi spiace andar via”

CATANIA – Il procuratore di Catania Giovanni Salvi ha salutato ufficialmente la città e lo ha fatto in conferenza stampa alla presenza dei giornalisti.

Dopo 4 anni di lavoro sul territorio etneo, Salvi ha scelto di andare alla Corte d’Appello a Roma, in cui rivestirà la carica di procuratore generale: “Di Catania – spiega il procuratore uscente – rimarrà un bel ricordo. È stata un’esperienza appassionata e mi spiace andar via. Se c’è una cosa di cui posso essere contento è il rapporto con la stampa, anche se a volte posso essere stato brusco, ma capirete bene che è stato fatto per garantire la parità di accesso”. Il suo ruolo sarà ricoperto momentaneamente da Michelangelo Patanè.

Tramite la figura del legale Elena Cassella, è stato rivolto un saluto anche alla classe degli avvocati con la quale ha sempre avuto un ottimo rapporto. 

L’incontro di questa mattina è stato utile per illustrare il progetto lavorativo dei prossimi anni (fino al 2017): “Sostanzialmente – spiega Salvi – si proseguirà sulla strada intrapresa nel 2012 e che ha portato a ottimi risultati. Si lavorerà ulteriormente per migliorare quanto di buono fatto”. Per farlo, il primo passo è quello di rafforzare la specializzazione e insediando due sostituti procuratori per la sezione della tutela dell’ambiente e per quella delle persone.

In generale, infatti, sono stati raggiunti ottimi risultati in questi anni e particolarmente in questi primi sei mesi del 2015. Innanzitutto nella lotta al favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Ma anche alla criminalità organizzata e all’estorsione. Alla conferenza, infatti, erano presenti anche due rappresentanti di due associazioni anti racket che hanno rivolto i loro ringraziamenti a Salvi.

Ma, più in generale, si può sottolineare il grande lavoro svolto nella bonifica dei registri e la riduzione dei tempi nei processi. Ma anche dal punto di vista economico sono stati fatti degli sforzi, per esempio con l’abbattimento dei costi per le intercettazioni telefoniche, nonostante la qualità delle stesse sia stata migliorata.

Per quanto riguarda il lavoro dei 4 anni, è da evidenziare la risoluzione del problema del sovraffollamento nelle carceri, con occhio di riguardo per Piazza Lanza. Questo è stato reso possibile grazie alla modifica sulle condanne, particolarmente per quelle che prevedevano la permanenza nella casa circondariale per meno di 5 giorni e che erano causa del fenomeno delle “porte girevoli”. 

Queste “entrate momentanee”, nel 2011 rappresentavano circa il 37% delle carcerazioni. Oggi, appena il 17%. Inoltre, in prospettiva futura, si prevede l’apertura dell’ala attualmente in ristrutturazione. Per quanto riguarda il carcere minorile del Cannizzaro, sono stati diminuiti i piantonamenti grazie alla progettazione di un nuovo sistema organizzativo di controllo.

Quello che rimane ancora da definire è la struttura che fungerà da cittadella giudiziaria. L’ex ospedale Ascoli Tomaselli è stato proposto per questa funzione, ma al momento ci sono ancora problemi legati al vincolo di destinazione. L’edificio, infatti, è di proprietà regionale, quindi il comune non può attestare ancora la sua proprietà sull’immobile e fare lavori di ristrutturazione. In quest’ottica, domani a Roma Salvi farà presente la situazione.

Per concludere, lo stesso ex procuratore evidenzia i buoni risultati ottenuti, ma non se ne prende tutto il merito: “Quando sono arrivato nel 2011, la magistratura catanese era di ottima qualità ed era migliore di quello che potesse sembrare. Il problema essenziale era legato ai contrasti interni e all’aspetto organizzativo”.

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