Ritrovato il marinaio scomparso, l’allarme è rientrato ma le domande restano

Ritrovato il marinaio scomparso, l’allarme è rientrato ma le domande restano

CATANIA – Torna la “quiete” ma le domande restano.

Benjamin Olafsson – il marinaio irlandese (e non norvegese come si era detto, n.d.r) scomparso dalle 3,30 dello scorso lunedì, dopo essere sceso dalla nave norvegese Siem Pilot – è stato ritrovato e il suo stato di salute generale, secondo i sanitari dell’imbarcazione, è buono.

A ritrovarlo sono state le forze di polizia del capoluogo etneo che si sono rese protagoniste – in collaborazione con Guardia Costiera, Guardia di Finanza nonché con le forze di polizia norvegesi coordinate da Erling Olstad, assistente di polizia – di un’attenta e precisa operazione di ricerca del ragazzo scomparso.

Secondo quando riportato da Erling Olstad, il giovane marinaio è stato ritrovato dalle forze di polizia catanesi all’interno di una grotta nel tratto di scogliera che collega le fermate della Metro “Stazione FS” e “Porto”.

L’allarme è, dunque, rientrato ma gli interrogativi su quello che è stato (e che probabilmente resterà) un vero e proprio giallo, restano e non sono pochi.

Perché ha lasciato la nave? Era stato autorizzato a farlo? Come ha raggiunto la grotta che lo ha “ospitato” per tutto il periodo in cui è stato disperso? Era davvero, come si è detto in via “ufficiosa”, in preda ai fumi dell’alcol quando si è allontanato dalla nave?

Sono tutti interrogativi che hanno trovato spazio nel corso dell’incontro che si è tenuto stamattina in questura e che non hanno avuto risposta.

Le autorità norvegesi hanno voluto mantenere il massimo riserbo, lasciando nell’ombra una vicenda dai tratti decisamente poco chiari.

Erling Olstad ha voluto ringraziare le autorità catanesi per lo spiegamento di forze e per l’impegno profuso nelle ricerche del marinaio scomparso. Al termine dell’incontro, tra le forze di polizia catanesi e quelle norvegesi – che avevano già collaborato in passato – c’è stato un reciproco scambio di targhe in segno di riconoscenza e rispetto, epilogo di una storia, se non del tutto oscura, certamente molto “particolare”.

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