Protestano i dipendenti dell’Istituto Zootecnico siciliano: a rischio mangimi, foraggi e medicinali

Protestano i dipendenti dell’Istituto Zootecnico siciliano: a rischio mangimi, foraggi e medicinali

PALERMO – Sono in stato di agitazione i lavoratori dell’Istituto sperimentale Zootecnico siciliano, che stanno manifestando, dalle 7, con un sit in davanti all’ingresso principale di via Roccazzo, a Palermo.

Momenti di tensione con gli automobilisti per il rallentamento del traffico. La manifestazione andrà avanti ad oltranza, rendono noto i manifestanti, e domani mattina il “Mercato del contadino”, che si tiene nella zona, rischia di saltare se i sindacati, come hanno chiesto in una lettera inviata alle istituzioni, non saranno convocati.

“È un ente abbandonato a se stesso – dichiara il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo – Abbiamo chiesto un incontro con il direttore e con l’assessore. Non si vede nessuno. I lavoratori non prendono lo stipendio da tre mesi, i contributi non vengono versati all’Enpaia da due anni, e non erogano più buoni pasto, straordinari e altri istituti contrattuali. All’Istituto mancano 800 mila euro e la Regione nell’assestamento ha previsto solo 140 mila euro che non bastano neanche per gli stipendi. L’intera gestione dell’istituto, con i mangimi e le medicine che servono ogni giorno per gli animali, la benzina per macchine e trattori, sta per andare in malora”.

Lo stato di agitazione ad oltranza è stato comunicato con una nota inviata al presidente della Regione, all’assessore alle Risorse Agricole e al Prefetto dalle organizzazioni sindacali Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Confederdia.

I segretari delle quattro sigle sindacali, Adolfo Scotti, Tonino Russo, Giuseppe La Bua e Salvatore Cannella, puntano il dito sul grave stato in cui versa l’Istituto sperimentale Zootecnico siciliano.

“Se non si troveranno soluzioni alle problematiche esposte nel più breve tempo possibile, proseguiremo con altre azioni di lotta – aggiunge, il segretario della Flai Cgil Tonino Russo -. Mangimi, foraggi e medicinali rischiano di terminare e anche la salute degli animali è a rischio. Non si può andare avanti così, ogni anno il trasferimento di risorse diminuisce e crescono i debiti con i fornitori. Da qualche anno poi i contributi ai lavoratori non vengono versati e questo penalizza fortemente sia i lavoratori in procinto di andare in pensione che coloro che si trovano nella necessità di accedere alle anticipazioni del Tfr”.

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