“Poste Italiane ridateci il lavoro”, nuovo appello dei 42 ex portalettere Palma

“Poste Italiane ridateci il lavoro”, nuovo appello dei 42 ex portalettere Palma

CATANIA –  “Poste Italiane ridateci il lavoro”. Recita così uno dei tanti volantini che stamattina gli ex portalettere della ditta Palma hanno distribuito in via Etnea per sensibilizzare i cittadini sulla loro vertenza. L’ennesimo dramma sociale che a Catania sta portando sul lastrico 42 famiglie.

Dal mese di ottobre i portalettere che si occupavano della consegna della corrispondenza in città sono stati licenziati dall’agenzia di recapito privato Palma srl a seguito del mancato rinnovo della commessa da parte di Poste Italiane (società per azioni il cui capitale è detenuto al 100% dal Ministero dell’Economia).

A difesa del loro posto di lavoro ma anche per chiedere allo Stato di non far morire le aziende, i lavoratori nell’ultimo mese hanno dato vita a diverse iniziative di protesta.

Stamattina, in attesa dell’incontro che si terrà il prossimo 2 dicembre in Prefettura con Poste, rappresentanti sindacali e Istituzioni, i portalettere hanno allestito un gazebo di fronte agli uffici di Poste Italiane di via Etnea. Striscioni e voltantini per mettere a conoscenza l’opinione pubblica dei fatti che stanno accadendo.  “700 lavoratori a rischio in tutta Italia, 150 in Sicilia – così si legge nel volantino – . È il risultato della chiusura da parte di Poste degli appalti con le agenzie di recapito ex-concessionarie”.

Insomma una vertenza che da Nord a Sud sta mettendo in ginocchio numerose famiglie. A fare ancora più male però l’accordo siglato a livello nazionale lo scorso il 15 ottobre tra sindacati e Poste. “È una proposta vergognosa – dice uno dei lavoratori -. Trasferirci in Piemonte o in Lombardia per 12 mesi e dopo, che faremo una volta terminato?”.

E ancora. “Noi chiediamo di lavorare nel nostro territorio. Non comprendiamo come mai noi siamo fuori mentre Poste sta continuando ad assumere con contratti a tempo determinato. Qui ci sono lavoratori qualificati con alle spalle 14 anni di servizio che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza più un lavoro”.  

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