Pino Maniaci si difende a spada tratta: intanto il processo è stato rinviato

Pino Maniaci si difende a spada tratta: intanto il processo è stato rinviato

PALERMO – Accusato di estorsione semplice nei confronti dei sindaci di Borgetto e Partinico, nonché noto giornalista di Telejato, Pino Maniaci adesso rivendica la propria diversità e si distingue dagli altri undici accusati, Antonio e Nicolò Saito, Antonino Frisina, Salvatore Brugano, Davide, Francesco, Tommaso e Davide Giambrone, Francesco e Salvatore Petruso, di far parte delle cosche del Palermitano.

Maniaci avrebbe ottenuto del denaro e altro, come magliette sponsorizzate e un’assunzione, non dovuti dal sindaco e da un assessore di Borgetto, Gioacchino De Luca e Gioacchino Polizzi, e dal primo cittadino di Partinico, Salvo Lo Biundo. Oggi è arrivato al palazzo di Giustizia con una troupe inglese che sta girando un docu-film su di lui e sulla sua storia: sempre nella giornata odierna, De Luca ha chiesto al Gup Gabriella Natale di costituirsi parte civile contro Maniaci, così come è stata presentata la costituzione solo contro i presunti mafiosi da parte delle associazioni che hanno chiesto di essere presenti e partecipi all’udienza preliminare, ovvero il centro Pio La Torre, la Confesercenti e la Confcommercio.

Il direttore di Telejato si è difeso a spada tratta, dichiarando che si è sempre messo in prima linea per denunciare i mafiosi e addirittura, oggi, si ritrova a dover sostenere un processo con loro. Tale concetto è stato ribadito anche dal suo legale, Antonio Ingroia, che ha difeso l’imputato con il collega Parrino.

Il processo, inoltre, ha subito un rinvio: questo, per un difetto di notifica, è stato posticipato al 27 febbraio.

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