Palermo si tuffa nei ricordi: torna la figura del lustrascarpe

Palermo si tuffa nei ricordi: torna la figura del lustrascarpe

PALERMO – Se finora avevamo ingenuamente creduto che la sola cosa a tornare di moda dopo decenni fossero i vestiti, adesso toccherà aggiungere all’elenco anche i mestieri. Nello specifico, il lustrascarpe. Si sono infatti concluse ieri sera le selezioni operate da Confartigianato per la ricerca di questa figura professionale che i più credevano ormai caduta nel dimenticatoio.

Tra gli aspiranti calzolai presenti ieri sera, uomini di età compresa tra i 30 e i 60, e una sola donna che ci ha confidato: “Sono qui perché vorrei intraprendere un’attività lavorativa indipendente, in modo da non avere nessuno sopra di me che mi comandi“.

Nunzio Reina, presidente Confartigianato, intervistato sui motivi che l’hanno spinto a reintrodurre la figura del lustrascarpe ha dichiarato: “Abbiamo richiesto l’invio del curriculum vitae per evitare che tutta la gente si spostasse dietro Confartigianato per accedere ad un posto di lavoro, ma invece paradossalmente, facendo così è stato peggio, perché le richieste sono tantissime. Le prime richieste sono state 75, raggiunte da altre 60 dopo la divulgazione del progetto da parte della stampa. La fascia d’età maggiormente interessata comprende studenti diplomati, pochi con la terza media, un gruppo di laureati, dei disoccupati che hanno perso il lavoro a causa di alcune aziende che hanno chiuso a Palermo come Grande Migliore e Randazzo ottica. Appena le selezioni saranno concluse si formerà la cooperativa e si darà inizio ai corsi di formazione. Noi contiamo entro questa primavera di essere presenti al 100% con le postazioni realizzate da un artigiano ebanista di Confartiganato che si chiama Costantino Sparacio, portando in alcuni punti di Palermo il lustrascarpe 2.0 ovvero un lustrascarpe innovativo, che diversamente dal passato avrà meno svantaggi. Le dirò di più: noi contiamo di inserire all’interno dei locali affollati il nostro lustrascarpe. Io credo al progetto – conclude Reina – e sogno di portare i nostri artigiani all’interno dei grandi eventi e perché no, anche nei matrimoni“.

Antimo Scalera, artigiano calzolaio, parlando della propria professione, ripercorre la propria giovinezza con una voce dalla quale traspare tutto l’amore per il mestiere di una vita: “Ho iniziato – racconta – giovanissimo, quando frequentavo la seconda elementare, parliamo di sessant’anni fa. A quell’epoca c’era la figura del ‘mastro’ e, diciamo, la ‘scuola’. Ho continuato per tutta la vita a fare questo mestiere che, a detta degli altri, so fare bene. Faccio le scarpe da uomo su misura e pur non avendo a disposizione tecnologie particolari ho sempre fatto le scarpe a mano. Inoltre, badi bene non mi definisco ortopedico, con le mie scarpe ho risolto pure qualche problema a dei clienti che avevano problemi ai piedi“.

Circa la sua presenza all’interno del progetto dei lustrascarpe poi, aggiunge: “Sono qui perché ho sentito di questo progetto che per me è un’ottima occasione per insegnare il mestiere a tanti, garantendo se possibile un posto di lavoro che, in tempi come questi – conclude – non è affatto una cosa scontata“.

Ma vediamo adesso un’intervista con il presidente di Confartigianato Reina e con uno dei partecipanti alle selezioni per lustrascarpe.

Teresa Fabiola Calabria

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