Palermo, sequestro milionario: Cosa Nostra anche al mercato ortofrutticolo

Palermo, sequestro milionario: Cosa Nostra anche al mercato ortofrutticolo

PALERMO – Sigilli sui beni di una società cooperativa del commerciante ortofrutticolo, Pietro La Fata. L’uomo legato alla famiglia mafiosa dell’Acquasanta, avrebbe imposto prezzi e gestito i servizi dello “scaro” palermitano.

Gli interessi della mafia, dunque, anche sul giro di frutta e verdura del mercato ortofrutticolo di Palermo. La Direzione Investigativa antimafia ha sequestrato il patrimonio di una società cooperativa riconducibile a Pietro La Fata, ufficialmente un anziano commerciante di frutta e verdura, ma indicato già da alcuni pentiti come “uomo d’onore” vicino alla famiglia mafiosa dell’Acquasanta. Il valore dei beni sui quali sono scattati i sigilli degli uomini della Dia ammonterebbe ad oltre un milione di euro.

petralia

Il magistrato Bernardo Petralia

L’indagine che è stata coordinata dal procuratore aggiunto, Bernardo Petralia, ha fatto luce anche sui meccanismi che regolavano l’imposizione dei prezzi sulla merce da parte di La Fata in modo da eliminare ogni forma di concorrenza.

La Dia aveva già compiuto un altro maxi sequestro nel febbraio scorso, beni appartenenti alla Fata ed altri cinque soggetti “affiliati” alla famiglia mafiosa del quartiere dell’Acquasanta, insieme ai quali, La Fata, era stato accusato di aver preso il controllo totale sulle attività del mercato ortofrutticolo.

Dal facchinaggio al trasporto, dal parcheggio alla vendita del materiale di imballaggio: non c’era servizio del mercato che non passasse per il “beneplacito” del potente La Fata.

Giovanna Venezia

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