Nino Pulvirenti: da piccolo imprenditore alla bancarotta

Nino Pulvirenti: da piccolo imprenditore alla bancarotta

CATANIA – Ancora una volta Nino Pulvirenti è al centro degli scandali giudiziari, dopo i treni del gol, arriva la condanna definitiva per il crack Windjet con l’arresto per bancarotta fraudolenta. 

Ma in tutto ciò chi è Nino Pulvirenti? È un uomo con un passato imprenditoriale non del tutto indifferente. 

Pulvirenti, figlio di piccoli imprenditori agricoli, a soli 22 anni decide di aprire la sua prima attività imprenditoriale con delle filiali della Standa, prima a Belpasso, insieme a quelle di Mascalucia e Aci Sant’Antonio. Successivamente diventerà uno dei soci del Gruppo Convenienza, che contava 30 supermercati in Sicilia, per essere nominato poi anche amministratore delegato della Torrisi Alimentari S.p.a. 

I primi guai con la giustizia arriveranno nel 1993 quando la guardia di finanza lo arresterà con l’accusa di estorsione e calunnie. Durante questo periodo si troverà costretto a vendere l’attività a marchio Standa, perché colpita da vari attentati dinamitardi. 

Questa prima vicenda giudiziaria non demoralizzerà Pulvirenti che, sempre nel ’93, fonderà la Meridi, impegnata nella distribuzione alimentare con il marchio Fortè, e la Sedes, un’industria chimica impegnata nella realizzazione di prodotti per la casa, con sede a Gela

Le due imprese, che avevano un volume d’affari di 200 miliardi di lire all’anno, nel 2004 gli permisero di accaparrarsi la maggioranza azionaria della holding UDA Finanziaria, il 100% della Windjet e il 100% della società del Calcio Catania. 

Nel giro di poco tempo diventerà anche proprietario di 85 punti vendita Fortè, presenti nel territorio regionale, dei tre alberghi di lusso Mazzaro Sea Palace,  Atlantis Bay facente parte della catena Platinum Resort & Hotels a Mazzarò e del Fonice Hotel a Belpasso. A questa lunga lista vanno aggiunti gli 80 supermercati romani di cui diventerà proprietario entro il 2006, anno in cui verrà nominato anche “miglior imprenditore dell’anno in Sicilia”. 

La storia travagliata della compagnia Windjet, nata dalle ceneri di Air Sicilia, metterà Nino Pulvirenti ancora una volta al centro di varie vicende come la contestazione da parte del personale, per presunte minacce e comportamenti anti – sindacali. 

Il 13 aprile 2012 non decollò la trattativa con l’Alitalia, interessata ad acquisire le quote della compagnia low cost.

Nel 2013 per la compagnia di voli verrà approvato il concordato fallimentare, ma poi verrà ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro, mentre l’11 agosto del 2014 gli ex dipendenti concludono la loro esperienza lavorativa con un video, divulgato su internet, dove un airbus della Windjet spegneva definitivamente i motori.

La vicenda giudiziaria riguardante la Windjet e la holding UDA Finanziaria comincia ufficialmente il 15 luglio del 2015, quando Pulvirenti conferma di non poter garantire un rimborso ai creditori chirografi fino ad un massimo di 14.200 milioni di euro. 

Quest’ultima vicenda giudiziaria si conclude oggi, 29 gennaio 2016, con l’arresto di Nino Pulvirenti e dell’amministratore delegato Stefano Rantuccio da parte della guardia di finanza, su disposizione della magistratura catanese, con l’accusa di bancarotta fraudolenta. 

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