Mercati alimentari Catania, “non siamo carne da macello”

Mercati alimentari Catania, “non siamo carne da macello”

CATANIA – “Non siamo carne da macello”. E ancora. “Vogliamo chiarezza. Basta con le chiacchere. Ma soprattutto vogliamo i nostri stipendi. Ci sono famiglie che non riescono più a fare la spesa”. Davanti alla prefettura parte l’appello disperato dei lavoratori dei “Mercati Alimentari”, gruppo SicilBon srl. Oggi sit – in davanti alla prefettura ma la protesta scattata dopo la decisione dell’azienda di mettere in mobilità 66 dipendenti va avanti oramai da 4 giorni. Gli esuberi nella provincia etnea interessano i punti vendita di via del Rotolo, corso Indipendenza e Montepalma.

“Siamo stanchi -spiegano gli operai – vogliamo capire quali sono le reali intenzioni dell’azienda, se vuole andare avanti o vuole vendere. Basta con le parole, vogliamo i fatti”. La lotta è appena iniziata. Tra bandiere e striscioni i lavoratori puntano il dito sugli stipendi arretrati. “Siamo indietro di 4 mensilità – dicono -. A mancare anche le quattordicesime e i rimborsi del 730″.  Ma la scorsa settimana durante l’esame congiunto per trovare un’alternativa ai licenziamenti, che dovrebbe comprendere contratti di solidarietà con riduzione di lavoro del 50%, l’azienda a detta del sindacato ha proposto di pagare gli arretrati in 12 rate mensili a partire da gennaio 2015.

“Una proposta inaccettabile – ha dichiarato Carmelo Catalano dell’Uglquella di rateizzare gli arretrati. Soffrire oltre misura non ci sembra il caso. Qui ci sono lavoratori che da mesi non percepiscono un soldo. Pagare subito gli stipendi arretrati e non a partire da gennaio. Chiediamo per l’ennesima volta un tavolo di trattative con l’azienda”. 

A sostegno dei lavoratori anche il segretario regionale Fisascat Cisl Tony Fiorenza. “Dopo aver aperto questa procedura di mobilità che riguarda 66 lavoratori nel Catanese e 160 a livello regionale che sicuramente sfocierà in un contratto di solidarietà, chiediamo all’azienda di fare chiarezza sull’entità del calo del fatturato. Di quanto parliamo, l’azienda non lo specifica”.

E dall’incontro a Palazzo Minoriti il sindacato ha ricevuto l’impegno del vice prefetto Monea di convocare l’azienda per il prossimo 4 novembre.

forestali

A protestare stamattina anche i Forestali. Alla vigilia della manifestazione regionale di domani pomeriggio a Palermo davanti all’Ars in concomitanza con i lavori d’aula sul futuro dei lavoratori, stamattina Paolo Pintabona della Fai Cisl, Andrea Cavallaro Uila Uil, Pino Mandrà Flai Cgil e Nuccio Valenti Flai Cgil Calatino hanno promosso un presidio davanti ai cancelli di Palazzo Esa.

“Nonostante le promesse di Crocetta – dicono i sindacati – giornate occupazionali sempre più a rischio. Il prossimo 31 dicembre si conclude la stagione. Occorre dunque accelerare sull’arrivo delle somme per far completare ai lavoratori dell’anticendio e manutenzione le giornate di lavoro. Ma i tempi si fanno lunghi visto che i progetti vincolati dalla Pac (Politica Agricola Comune) devono essere inviati alla Corte dei Conti per la registrazione. Insomma chiediamo al Governatore di sbloccare al più presto le somme per scongiurare l’ennesima macelleria sociale”. 

Oggi presidio anche a Palermo, davanti alla Presidenza della Regione.

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