Mazara del Vallo, bimbe scambiate in culla: quando l’incubo diventa realtà

Mazara del Vallo, bimbe scambiate in culla: quando l’incubo diventa realtà

MAZARA DEL VALLO – Una storia che forse tanto del paranormale non ha, è quella capitata a Mazara del Vallo nei primi anni 2000 a due famiglie, legate in un giorno ben preciso da un destino che le ha cambiate per sempre.

“Questa non è mia figlia”, a leggerla così suona pure strano; a pronunciarla una mamma che in un giorno come tanti nel prendere la sua bambina da scuola se n’è vista consegnare un’altra dalla maestra.

Troppa somiglianza fra le due, “gocce d’acqua” a detta dell’insegnante che altro non ha potuto fare che formulare questa frase nello scusarsi. La donna sconvolta anch’essa dopo circa 3 anni dalla nascita della sua bambina comincia a farsi domande, la piccola le somigliava davvero.

La famiglia non si dà pace, i dubbi si trasformano in lacune, le lacune in buchi troppo profondi, in tarli così persistenti che bisognava per forza andare a fondo sulla vicenda, tutto ad un tratto niente sembrava più così scontato.

Ecco che scattano le indagini, la donna una volta fatte le analisi del sangue scopre l’inaspettata verità, Francesca (nome inventato) non era quella che in tre anni aveva creduto essere sua figlia. Un colpo al cuore, parole sconcertanti, macabre, ingiuste. Tutto sembra farsi d’improvviso più chiaro, quella conversazione sentita in ospedale, quel battibecco fra un’infermiera ed un uomo che l’accusava di aver scambiato un bambino adesso sembra fare parte della sua vita.

A volte certe realtà ci sembrano lontane, come quelle scene dei film che mai al mondo ti aspetteresti di rivivere davvero, ecco a volte tutto questo accade, accade così, com’è successo a queste famiglie, d’improvviso, come un fulmine a ciel sereno.

La mamma di Francesca una volta appresa la notizia va ad informare i genitori di Sofia (nome inventato), le due bimbe nate nello stesso giorno all’ospedale Abele Ajello di Mazara del Vallo, il primo gennaio 1998 ad un quarto d’ora di distanza, erano state scambiate di culla, adesso era certo.

Davanti a loro un incubo da cui non ci si può svegliare, lo sconcerto sprofonda nei loro animi, la verità troppo amara è difficile da accettare. Dopo giorni di scombussolamento e disordine le due coraggiose famiglie decidono di frequentarsi; bisognava passare avanti, lo si doveva fare per le bambine, il dramma non doveva toccarle, non avrebbero potuto accettarlo; così le due cominciano a stare insieme.

Entrambe le famiglie vivono nello stesso quartiere e malgrado tutto sono andate avanti. Dopo tre mesi lunghi e complessi finalmente Francesca e Sofia ritornano a casa dei rispettivi genitori. Per tutti è stato un ritrovarsi a vicenda, una storia questa difficile da dimenticare, un filo immaginario sembra legarle per sempre, un filo così forte e saldo che non accenna a slegarsi tutt’oggi, a distanza di anni da quel giorno che ha cambiato il destino di due vite.

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